Mario (& gli) RPG
Concludiamo infine con l’ultima impronta che Nintendo ha voluto lasciare nella fortunata parentesi tra gli RPG, ovvero l’umorismo e la satira.
Grazie alla struttura narrativa dei giochi di ruolo è facile affermare che gli RPG di Mario siano stati occasione di approfondimento dei personaggi Nintendo, che fino ad allora erano stati caratterizzati, a parole, solo da qualche intermezzo e dai libretti di istruzioni. Mario è un personaggio incapace di odiare, anzi, tutto il regno dei funghi non conosce il sentimento dell’odio e del rancore. Come nei personaggi Disney più classici, ad esempio Topolino, o come i cartoni con dei protagonisti antitetici (Titti e Silvestro, Tom & Gerry, i Puffi e Gargamella) i personaggi non sono capaci di odiare, non hanno memoria dei torti subiti. Il cattivo fa solo la sua parte, e il buono fa lo stesso mettendogli i bastoni fra le ruote. Sono gli eterni ruoli che non li faranno mai separare. Al di fuori da ogni imposizione i personaggi possono giocare insieme a tennis, a calcio, sui kart, o possono addirittura allearsi.
Sappiamo tutti che Luigi è il fratello più schivo tra i due, non solo perché all’ombra di Mario, ma proprio perché Nintendo lo ha creato (o forse è meglio dire che lo ha sviluppato nel tempo) timido e codardo. In Paper Mario, mentre l’idraulico rosso cerca – assieme a noi – di rimettere a posto le cose, Luigi scrive nel proprio diario i suoi pensieri. Parla dell’invidia verso il fratello, definendolo scorretto per essere partito da solo; parla delle partite a tennis, a golf e dei giri sui kart. Parla anche della sua paura per i fantasmi e di volere un gioco tutto suo. Diversi anni dopo è uscito Luigi’s Mansion, il primo gioco con Luigi protagonista, che guardacaso lo vede impegnato a fuggire dai fantasmi.
Nel seguito per GameCube c’è proprio Luigi a raccontarci la sua avventura, che avanza esattamente in parallelo con la nostra e ci regala qualche momento di critica.
In tutti i giochi della serie inoltre molti dei nomi scelti per gli oggetti e le statistiche sono un’altra occasione per fare della satira. In Mario e Luigi tra le statistiche dei personaggi ci sono i punti baffi, che fanno tanto parodia dei soliti parametri velocità /difesa/attacco, mentre in Paper Mario in certi momenti partiva un vero proprio quiz a premi con il conduttore che poneva domande a scelta multipla riguardanti gli eventi del gioco, per verificare, ad esempio, quanto attentamente abbiamo letto un dialogo.
Le critiche più “feroci†però sono tutte per la natura guidata degli RPG. Questo punto è stato trattato in più di una occasione negli ultimi capitoli di Paper Mario (Super Paper Mario su tutti). In certi momenti i personaggi si rendevano conto di non fare ciò che avrebbero voluto o dovuto fare, qualcuno decideva per loro, qualcuno sceglieva le parole per loro. Lo stesso qualcuno a cui il gioco fa riferimento apertamente all’interno della storia (grazie ad un oracolo onnisciente) usando espressioni tipo “hai capito a chi mi riferisco†e simili, peraltro dicendogli come eseguire certe mosse e utilizzando il disegno del pad durante un discorso. E’ Peach però la prima a rendersi conto di essere controllata da qualcuno altro: sarà un caso che l’unica ad accorgersene sia stata una donna, e che l’uomo invece non si fa alcuna domanda sulle scelte che prende?
Vi siete mai domandati cosa succede se il giocatore non vuole accettare l’incarico che gli propone un personaggio? Di solito dopo un paio di tentativi di negazione il giocatore è costretto ad accettare, ma non in Super Paper Mario, in cui, rifiutando per N volte, avvertito delle conseguenze catastrofiche, il giocatore viene accontentato, arriva il game-over: ovviamente, gioco concluso.
In Super Paper Mario viene presentata anche una descrizione piuttosto imbarazzante, in quanto verosimile, dei giocatori, anche se solo di alcuni; tutto questo nel mondo del Ramarro Nerd, uno dei momenti più divertenti in assoluto per quanto riguarda la scrittura di un videogioco. Se volete giocarlo, saltate il pezzo, sarete ricompensati poi.
Si comincia con questo ramarro hi-tech che usa espressioni insensate traslando il significato del termine: “Le pupe sono troppo Hi-Techâ€. Lo sapete chi fa altrettanto? Noi. “Quoto†vi sarà scappato anche nelle conversazioni davanti ad una birra:
“Guarda quella tipa che gnocca!â€
“Quotoâ€
Il ramarro in questione passa tutto il suo tempo nella sua camera giocando alle merde più assolute e sfondandosi suoi simulatori di appuntamento. Alla porta ha installato un allarme anti-figa. Si tratta di un test per vedere chi c’è dall’altra parte, e anche qui momenti di candido imbarazzo.
“Mi piace andare nei forum a parlare male di giochi che non ho mai visto. [Vero/Falso]†(Questa in particolare sembra fatta apposta per essere riportata nei forum di mezzo mondo)
“Non prendere mai la prima copia in alto di un fumetto, ma cerca quella immacolata. [Vero/Falso]â€
“Se è una edizione limitata, comprala. [Vero/Falso]â€
“Ho comprato giochi che non ho mai giocato. [Vero/Falso]â€
Quando Peach riesce a entrare, il ramarro non può fare altro che lanciare l’applicazione “simulatore di appuntamento†e cercare di avviare una conversazione che, anche grazie alle scelte scontate del giocatore, finisce inevitabilmente con toni misogini.
Come se non bastasse ci sono anche delle “riflessioni†sui cliché dei giochi, di tutti i giochi: i 3 colpi per uccidere i boss, per le 1-up, il game over, gli eventi scriptati e le scorciatoie. Un boss è praticamente imbattibile con Mario, ma basta cominciare con Bowser per buttarlo giù con un colpo.
Mentre la serie di Mario & Luigi limita il suo umorismo ai personaggi, alle caratterizzazione e alle situazioni leggere, risultando accessibile a tutti, giovani compresi, la saga di Paper Mario sembra rivolta molto di più ad un pubblico cosciente del mezzo, e allo stesso tempo ai game designer: in pratica la non sottovalutabile differenza tra l’ironizzare attraverso il contenuto e farlo sia attraverso il contenuto sia attraverso il linguaggio, la differenza tra banalità ed estetica, la differenza tra gran parte dei j-rpg e Paper Mario.
I giochi che abbiamo visto non sono migliori degli altri, ma sebbene si prendano poco sul serio (a parte il primo sviluppato esternamente da Square, che pare sia stata infine gabbata da Nintendo, che ne avrebbe preso i diritti di pubblicazione e distribuzione togliendo parte dei ricavi alla casa degli RPG), denotano una grande competenza da parte dei designer sia del genere, che hanno voluto mettere a nudo grazie alla pungente critica, sia del target a cui tale genere è rivolto; infine, hanno mostrato un sistema – peraltro molto semplice – per renderli giochi migliori, ma che nessuno, in tutti questi anni, ha voluto prendere in considerazione. Chissà se gli Intelligent System avevano tenuto conto anche di questo!
Kickin’ Ass
e un contributo del Dott. Rudolf




















9 settembre 2008 alle 23:16
Ah Ah ah! Complimenti, è davvero la migliore analisi dei giochi di ruolo di Mario che abbia mai letto!
Credo che tu abbia centrato a pieno il problema: non cercano di fare gli RPG di Mario migliori della media, ma fanno in modo che occupino un posto a parte rispetto alla tendenza.
9 settembre 2008 alle 23:34
L’articolo, tranne qualche frase, è tutto di Kickin’ Ass ^^
Io ho aggiunto qualche commento e fatto le immagini a corredo.
http://www.nintendarea.it/wp-content/uploads/2008/09/rpg-tetta.jpg
10 settembre 2008 alle 00:14
Bravo Alex.
10 settembre 2008 alle 01:43
Bella. :sisi:
10 settembre 2008 alle 10:41
L’avevo letto in anteprima, molto bello.
Bastava inserire in fondo la “firma” per far capire chi l’aveva scritto.
10 settembre 2008 alle 10:50
ahaha l’ho aggiunta
10 settembre 2008 alle 15:35
Bell’articolo.
Per ora l’unico RPG di Mario che ho giocato è stato Mario & Luigi Superstar Saga… e l’ho adorato, io che gli RPG proprio non li reggo!
Appena possibile, giocherò anche tutti gli altri. ^^
4 ottobre 2008 alle 14:40
[...] abbiamo fatto in tempo a scrivere un approfondimento su Mario e gli rpg che già dovremmo aggiornarlo: tra i tanti giochi presentati recentemente, infatti, c’è [...]
12 settembre 2009 alle 11:58
[...] non sia all’altezza di quello di Nintendarea, Gamesradar ha pubblicato un più aggiornato e (quasi) sintetico approfondimento riassuntivo degli [...]