HO GIOCATO AD ASSASSIN’S CREED 2
Ecco una rece di una mia cara amica su Assassin 2. Noi di solito non trattiamo questi giochi per minoranze o per minorati. Ma è vero che dagli errori si possono imparare parecchie cose. Uno si scotta e la volta dopo smette di appoggiare il culo sul fornello. Eh si!
Quando un gioco ti spinge al punto di aver voglia di farne una recensione può significare solo due cose se non sei pagato per farlo, una di queste due è che ti abbia fatto incazzare.
E’ il mio caso.
Assassin’s Creed è il gioco perfetto per le “femmine”. Alcune donne guidano molto bene, molte lo fanno in modo mediocre. Alcune donne cucinano piatti raffinati con grande maestria, molte fanno da dio solo la pasta e fagioli. Allo stesso modo solo alcune donne sono veramente capaci di eccellere con i giochi (quelli veri intendo, non con le cagate tipo party game per Nintendo Wii). Io non rientro nel novero. Sono una modesta giocatrice che però si diverte. Questo rende potenzialmente Assassin’s Creed il gioco perfetto per me: non troppo core, non proprio inutile. Gran potenziale di trama, uno scenario affascinante, profondità realizzativa del contesto grafico, un’avventura con elementi di diversa ispirazione (puzzle, platform, action, un minimo di strategia) che rendono l’esperienza di gioco varia. Un pick up & play con un bel sostrato ricco, insomma.
TUTTO QUESTO IN POTENZA…
Alla resa dei fatti questo gioco è un insulto per chi ci ha lavorato su e mi sento di esser vicina a tutti i game designer e level designer che ci devono aver messo mano (magari non troppo vicina, soprattutto a quelli che hanno scritto degli italiani pur avendoli visti solo a Little Italy). Assassin’s Creed potrebbe esser stato concepito da un gruppo di improvvisati senza talento, ma è più verosimile che sia stato chiuso in fretta per farlo uscire entro natale…
Partiamo col dire che la trama c’è senza esserci. Questi signori forse non volevano fare un’avventura-avventura. C’è la storia, ma il gioco non ti ci conduce attraverso svelandola a poco a poco. Te la devi leggere se hai voglia e il gameplay non lo richiede, non lo impone, non motiva, né stuzzica a farlo.
Le cose accadono in maniera abbastanza lineare e nonostante questo raffazzonata. Un bel traguardo, no?
Siamo lontani millenni dalle avventure vere, sia che abbiano la retorica un po’ orientale di ShenMue, sia che cedano allo stile naif-fantasy di Zelda, sia che abbiano un gusto più irriverente e scaccione alla Gabriel Knight. Eppure, cazzo, parliamo di un gioco che potenzialmente avrebbe potuto far tremare le vene e i polsi… Sono tentata dallo spoiler, ma chissà che qualcuno possa voler vivere l’esperienza in prima persona. Beh, quel qualcuno sappia sin da ora che in ogni caso alla fine si incazzerà, se va bene; se va male resterà col dubbio che gli sia sfuggito qualcosa. In ogni caso intuirà che è tutta una colossale cazzata, che parte da Templari e Assassini (un tema che comunque ha affascinato un’intera generazione di figli di Dan Brown per volersi tenere su un livello mainstream e non fare i sofisticati) per fare un papocchio finale mitologico-avveniristico che ti fa capire il senso del disclaimer iniziale con cui si viene informati che il team di sviluppo è multiculturale e di appartenenza religiosa mista. Mai mani avanti furono più efficaci nella denuncia di un timore tanto spinto da lasciarvi con una domanda: se avevate paura a toccare tematiche di una certa prossimità religiosa, perché iniziare?! Si rimaneva sin dall’inizio con le invasioni aliene e almeno si sapeva cosa si acquistava…
Ma magari un gioco come Assassin’s Creed, partorito in un paese lontano, è pensato per esser indossato in modo informale con le maniche rivoltate da quelli più interessati alla fase action. Allora badiamo a quella…
Non ho giocato il primo AC. Appena iniziato il secondo, con alcuni amici commento: è lento e noioso, sempre uguale a se stesso. E tutti in coro gli altri “scherzi? Noiosissimo era il primo; qui puoi fare un sacco di cose diverse”… Ma cosa??? Il gioco lo puoi fare TUTTO senza imparare nulla. Puoi affrontare tutte le fasi action allo stesso modo facendo esattamente le stesse mosse che impari al livello base. Non c’è alcuna curva di apprendimento indotta dal gameplay. Questo non perché non esista (IN POTENZA) la possibilità di raffinare le proprie tecniche di combattimento, ma perché semplicemente il gioco non lo richiede. Puoi imparare a pigiare L1, R1 e X e questo ti basta dai primi sparuti nemici ai grandi accerchiamenti veneziani (e non voglio dire nulla sulle guardie posizionate tra Castel Sant’angelo e la Cappella Sistina. Che siano guardie svizzere?…). Tristezza infinita.
Teoricamente poi, essendo tu un assassino si potrebbe presumere che debba agire forzatamente in modo stealth. Nulla di più ingiustificatamente assurdo. Praticamente nessuna parte del gameplay ti costringe a studiare particolari tattiche o strategie in tal senso e l’unico “vero” (ehm) modo che il gioco impone per la parte stealth è nei pedinamenti. Genialità allo stato puro: non devi tenerti troppo prossimo alla tua “preda” solo perché se questa si volta a parlare con il suo interlocutore ti riconosce (pur senza conoscerti) e tu ti de-sincronizzi. Anche nei classici da film in cui “avventore-sale-su-taxi-chiede-ad-autista-di-seguire-quella-macchina” la cosa è più credibile. E’ più grave però che la stessa cosa accada se seguite con successo un path per arrivare non visto alla vostra vittima; siete riusciti a tenervi lontani da sguardi indiscreti, avete raggiunto la preda e siete in due. Alla sola distanza di una lama l’uno dall’altro. Ora, se questo si volta e voi lo freddate, solo in alcuni casi, ovvero quando il gameplay all’improvviso e senza apparente ragione lo impone per una virata nell’approccio di design – con buona pace della coerenza! – siete fuori e dovete ricominciare. Nel dettaglio… la vittima si gira vi vede ma voi lo finite; è già morto praticamente al momento in cui vi guarda, non ha il tempo fisico neanche di chiamare aiuto (cosa che peraltro non accade mai), ma avendovi guardato in faccia siete stato individuato e si ricomincia da capo. Ma come?! Ok mi avrà anche guardato negli occhi prima di morire, ma nessuno se ne è accorto che fossi arrivato lì, che io l’abbia ucciso e se anche mi ha riconosciuto, in fondo a quel punto è del tutto inutile per lui: è MORTO, STRIPPATO, INFILZATO COME UNO SPIEDINO SULLA MIA LAMA, A CHI DIAVOLO PUO’ RACCONTARLO CHE ERO ARRIVATO FIN LÌ?? A nessuno appunto ed è per questo che il trick funziona benissimo in tutte le altre uccisioni, anche con delle punte di assurdo in senso opposto. Ad esempio: salite su un tetto presidiato da una guardia, questa è voltata di spalle voi vi avvicinate, la guardia si volta e invece di attaccarvi resta immobile e comincia a minacciarvi “Ehi, tu porco levami le mani di dosso” o simili facezie e intanto voi avanzate inesorabili e lei non si attiva. Non è neanche necessario che corriate affrettandovi a farla fuori, potete comodamente avvicinarvi con fare baldanzoso e calmo, la guardia continuerà solo a redarguirvi di scendere dal tetto. Intanto dai tetti limitrofi le altre guardie può accadere che si interroghino, che si voltino e vi dicano anche loro che dovete scendere immediatamente. Ma voi siete strafottente (siete Ezio, gasp!)e decidete di restare e di colpire con la lama al cuore della vostra vittima. Un colpo solo (e un pulsante solo: quadrato. Badate di non impugnare lo spadone onnipotente o lockare la vittima, vi servirebbero molti più colpi e combo di tasti per finire il lavoro e le altre guardi sui tetti vicini finalmente si potrebbero svegliare dal loro torpore e decidersi ad intervenire). La guardia muore istantaneamente con il minimo sforzo per voi. Si accascia a terra e voi avete via libera. E le guardie sugli altri tetti che si erano vagamente accorti che qualcosa non andava? Bene, anche se avete lasciato una scia di sangue e un corpo massacrato sul tetto, queste si preoccuperanno di intervenire solo se non vi nascondete dietro un camino. Quando il mio gatto sale sul tavolo e io lo cazzio e lo minaccio perché lì non può salire, lui si nasconde dietro la bottiglia dell’acqua. Io penso che sia stupido, mi fa anche ridere, ma intervengo e lui non ha scampo. Probabilmente il mio Beren deve aver giocato ad Assassin’s Creed prima di me, oppure in una vita parallela deve aver fatto il designer per Ubisoft Montreal. A questo punto comunque la tristezza si è già trasformata in amarezza.
L’intelligenza artificiale dei nemici è pari a quella di un Boldi o di un De Sica da cinepanettone. Ma anche il nostro Ezio non dimostra sempre di essere particolarmente brillante e questo anche quando non sono gli sciocchi come me a guidarne le mosse.
Mi chiedo: perché sforzarmi di apprendere tecniche di combattimento che impongono combo di tasti e un certo coordinamento se per effettuare un sudden death basta un tasto e neanche particolare rapidità di esecuzione? Ancora mi chiedo, perché la mia fulgida spada di Aldair o una mazza ferrata qualsiasi non riesce a scalfire neanche con un graffio il nemico quando lo colpisco ma lo posso ammazzare a pugni e calci in un ragionevole lasso di tempo? Ma queste sono facezie rispetto al resto, eppure il contesto generale mi indispone al punto di non voler tollerare un granché.
Una lunga nota a parte meriterebbero gli infinti bug che il gioco presenta: collisioni da 24 (settima serie), buchi di accesso alla no men’s land (provate a incastravi tra l’albero e il muretto del ponte lungo gli Appennini, gettatevi in acqua nel disperato tentivo di disincronizzarvi e fatemi sapere cosa ve ne pare del mondo poligonale di AC2 mentre nuotate per ora senza che nulla accada), e clamorosi bachi di design. Un esempio per tutti: in una delle prime missioni tocca di far fuori un traditore ex amico del babbo – Uberto Alberti – ebbene se per caso decidete di piombargli addosso dal tetto in effetti lo farete comodamente fuori e lo lascerete a terra esangue, ma la vostra missione (obiettivo fargli tirare le cuoia), per un oscuro motivo, per voi non sarà compiuta. Fin qui tutto bene, se non fosse che in nessun modo viene ratificata non la motivazione dell’insuccesso, ma l’insuccesso stesso. Per questo motivo vi troverete a vagare senza capire cosa fare e magari trascinandovi il pesante corpo del perfido ciccione per occultarlo chissà dove. Niente: l’unica è che vi desincronizziate voi stessi per riprovare e spero per voi che scegliate un’altra via: quella è certo che non funziona.
Veniamo alle consolatorie considerazioni finali… Ok, ho un brutto carattere e sono spesso malmostosa, per questo cerco di correggermi e vi dirò che il folklore di AC2 mi ha fatto molto ridere prima di rendermi nervosa. Meno male quindi che c’è (e ce n’è…), perché alla fine vale la pena di deridere soggettisti e script writers con bonaria superiorità. Eccovi alcune chicche per restituirvi il buon umore tra una missione e l’altra:
1) Lo accennavo all’inizio: il team di Monteral deve conoscere dell’Italia la fenomenologia da Sopranos. Il protagonista, Ezio Auditore (santo cielo che nome sfigato, ma forse in questo c’è coerenza come potrete appurare se avrete la pazienza di arrivare al finale) è un cittadino della Firenze del XV secolo. Ebbene costui già allora doveva essere in odore di commistione mafiosa (neanche fosse uno stalliere): gesticola come il Brando del Padrino e a 16 anni ha già una mandibola imbottita di cotone da dentista.
2) All’inizio della storia, come nella tradizione secolare del campanilismo nostrano, si trova impegnato in una faida familiare (che la sua attitudine mafiosa venga da là?), ma siamo a Firenze ed è normale che per apostrofare il picciotto della fazione opposta gli dia del grullo. Peccato che lo faccia con accento milanese.
3) C’è un tentativo di ricercatezza nella stesura dei testi a restituire espressioni di gusto un po’ aulico e termini desueti: qui ci son messeri e madonne insieme ad uncle mario. Appezzabile l’impegno. L’autore dei testi doveva essere però andato al bagno o a prendersi un caffè mentre qualcuno faceva urlare, in un momento di tensione, al vilipeso di turno “Figlio di puttana, ti spacco il culo!” La coprolalia rinascimentale, che bella invenzione!


















15 dicembre 2009 alle 18:16
(???) alle cozze o alla frutta?
15 dicembre 2009 alle 18:55
“Ehi, tu porco levami le mani di dosso”
C’è anche: “Nessuno, e dico nessuno, può chiamarmi fifone!”?
(il papiro più lungo di NArea)
15 dicembre 2009 alle 18:57
le cose sono due:
A) linknellagrotta ha trovato la donna della vita
B) questa donna è un trans imparentato con linknellagrotta
C) questa donna è linknellagrotta sotto mentite spoglie
-.-
15 dicembre 2009 alle 19:03
D) Mi sa che invece è una vecchia conescenza di Nintendarea ^^
15 dicembre 2009 alle 19:20
paragonare AC a Zelda.. ? vatti a confessare, addirittura Zelda ciuf ciuf è nettamente superiore…
comunque io lo ho visto e mi è sembrato ripetitivo, sia nella trama che nel gioco, praticamente passi tutto il tempo a muovere la levetta, correre con un pulsante dorsale, mi sa R1, non ricordo e ammazzare con []… una mia amica (che ha la ps3 e questo gioco, e che ama questo gioco) mentre ero là doveva uccidere un boss, uno spagnolo, non lo so, e mi faceva pena vederla a premere per un quarto d’ora il pulsante quadrato, con una ripetitività immane, incomprensibile persino per Ganondorf !! XD
mentre ci giocavo, per quel poco che ci ho giocato, le cse migliori son state, visitare iazza san marco che avevo visto in gita con la scuola e arrampicarmi sul campanile per buttarmi giù… almeno non ho premuto quadrato… e ne vado fiero XD
16 dicembre 2009 alle 12:28
salire sul campanile di giotto e guardare un’enorme citta viva sotto mi ha generato una forte emozione, la recensione è un po una cagata da faNboy, non accenna alla cura delle sezioni platform (prince of persia), ne a tutte le missioni delle tombe che sono curate e difficili, non ha senso non citarle solo perche non obbligatorie.
Che poi il gioco ha qualche bug ci può stare, il progetto è ambiziosi, non è il remake di un titolo di 20 anni fa, e comunque risulta un buon gioco da godere per una quindicina di ore, poi su console nextgen si passa ad altro, tra novembre e febbraio escono una decina di ottimi giochi (quelli che su wii si attendono per 1/2 anni proclamandoli capolavori)
16 dicembre 2009 alle 13:28
Talvolta anche quando cago, mi si genera una forte emozione.
16 dicembre 2009 alle 14:00
Io non l’ho ancora provato, a dire il vero devo ancora scartarlo e non penso lo farò prima di questa primavera, quando le uscite son più stanche. Senz’altro è un gioco che deve essere approcciato da tutti, è pensato per fare grandi numeri non grandi cose, immagino sia molto facile e ruffiano (fin nella trama e nel background), un po’ come Uncharted e tutti i giochipanettoni che si prefiggono di piacere sia ai giocatori abituali che occasionali. Me ne parlano un gran bene molti che avevano mollato il primo dopo poco, il che significa che qualcosa di buono lo fa senz’altro. Io lo finii come si fa coi libri brutti, perché va fatto, e alla fine (nonostante fosse un bellissimo contenitore vuoto) ne ho un ricordo spensierato e scanzonato, è intrattenimento non divertimento, ma ogni tanto ci vuole. L’ambientazione del primo cmq mi tirava troppo di più…
16 dicembre 2009 alle 15:17
Quoto l’intervento di Lpf. AC è un gran bel contenitore che toppa alla voce game design, ma che ci regala una gita in città ricostruite a meraviglia. AC2 migliora un poco il predecessore, ma rimane pur sempre una gita.
Il gameplay va cercato altrove. Persone bene informate sui fatti dovrebbero sapere di che morte morire e se l’interesse, legittimo, è puntato all’esperienza ludica, l’occhio va rivolto altrove.
16 dicembre 2009 alle 17:21
http://attualizzando.files.wordpress.com/2009/07/don-chisciotte-e-sancho-panza.jpg
2 gennaio 2010 alle 00:24
Che cattiveria…a parte i bug il resto è ok. La storia è divertente e il gioco è abbastanza vario,certo se dobbiamo guardare solo il tasto quadrato allora certo che è ripetitivo…non osiamo paragonarlo a zelda per favore,sono due giochi neanche da pensare minimente simili . Te lo dice uno che ha come suoneria del telefono la canzone del negozio di Zelda ocarina of time…io ad assassins ho giocato e stasera l’ho finito e mi è piaciuto.le guardie non saranno intelligentissime ma se lo fossero credo che nessuno finirebbe il gioco…
Vabbhe viva l’Italia…
Davide