
Mi spiace molto ma è la dura realtà.
Skyward Sword per ora è un fallimento, un fallimento per quanto possa esserlo uno Zelda su cui hanno lavorato più di 100 persone – ribadiamo: il progetto più costoso mai portato avanti da Nintendo.
La critica ha esaltato e castigato il gioco come mai prima, con rarissime vie di mezzo, voti dal 10 all’8. Ma la critica, lo sappiamo, conta poco. Anzi, le poche testate che contano davvero, quelle che esulano un po’ dal nostro mondo di infognati, Edge e Famitsu, hanno premiato il gioco come nessuno nell’anno scorso (10 e 40/40).
Il vero problema sono le vendite, come potete vedere qui. Per ora è lo Zelda 3D meno venduto di sempre, e anche dovesse superare Majora’s Mask, ricordiamo che l’episodio per Nintendo 64 era uscito a fine ciclo vitale (come questo), ma a fine ciclo vitale di una console con un quarto dell’installato, e con dei costi di sviluppo infinitamente più bassi – nonostante la genialità, fu un progetto al riciclo. Non solo: in teoria questo Zelda non nasce come “spin-off” della saga, come invece Majora’s Mask o (forse, ma qui è più complesso) Zelda 2, e non ha un concept teoricamente alienante (per la massa) come quello di Majora. Ok, non esce dopo Ocarina of Time, ma questa è solo una giustificazione relativa.

I problemi più grossi, perché naturalmente vendendo tre milioni non sei comunque in perdita, sono tre.
Uno.
Zelda non garantisce più il prestigio alla piattaforma su cui esce come accadeva prima. In epoca N64 / inizio GC, Zelda era Zelda. PSX vendeva più, PS2 vendeva più, un sacco di software vendeva più, eppure Zelda era là, sopra tutto e tutti, qualitativamente parlando c’era una differenza abissale tra lui e il resto, tanto da conferire un prestigio assoluto alla piattaforma su cui veniva pubblicato. Se non giocavi Zelda, se non giocavi Ocarina, così come se non giocavi A link to the past, eri uno stronzo ignorante. Adesso ti perdi un gioco d’élite, o qualcosa del genere, non di più.

Due.
Una conseguenza del primo, ma tant’è: perdendo prestigio in sé e per sé, Zelda lo ha perso nei confronti degli altri giochi, che ora sono autorizzati, e legittimati, a castigarlo. Un po’ come il Roger Federer post-Wimbledon 2008. (continua…)