
In una news inserita qualche ora fa si accennava all’intervista concessa da Miyamoto a Wired, ma non all’informazione che ha originato, informazione che ha sconvolto la giornata, ovvero il possibile ritiro di Miyamoto.
Una voce che è stata presto smentita da Nintendo, ma che è bastata, da sola, a far calare del 2% il valore delle azioni della società.
In realtà quello che Miyamoto ha dichiarato è molto più interessante, e sensato.
Ha detto che ormai, senza di lui alla direzione e/o alla produzione esecutiva, i suoi ragazzi sono in grado di creare prodotti come Mario 3D Land (Koizumi – Hayashida, o qualcosa del genere) e Skyward Sword (Aonuma – Fujibayashi) e che, quindi, è ora di lasciare il suo attuale ruolo di supervisore – informazione che sarebbe già nota da tempo ai suoi collaboratori, stando a Shigeru.
Soprattutto, Miyamoto ha detto che vuole tornare a occuparsi direttamente di vidogiochi, dei suoi giochi: vuole tornare a dirigerli, insomma. Perché, lo ricordiamo contro le leggende, Miyamoto non dirige un progetto dai tempi di Super Mario 64 e Ocarina of Time, e prima di allora dai tempi del NES.
Ha detto che già da inizio 2012 spera di poter iniziare a lavorare su qualcosa, qualcosa che spera di mostrare entro il prossimo anno. Vuole ricominciare da progetti piccoli, con giovani sviluppatori, non – citandolo – da “qualcosa che richieda quattro o cinque anni di lavorazione”.
Queste dichirazioni, mai così dirette finora, si sommano a quelle rilasciate allo Zelda Simphony di Tokyo, in cui aveva detto che si sarebbe occupato in prima persona del prossimo Zelda (impossibile non notare la contraddizione col piccolo progetto, impossibile non notare la volontà comune alla base).
Qui le dichiarazioni Nintendo, che si è afrrettata a smentire/ammorbidire (soprattutto) il tutto.
Le ipotesi e le possibili conseguenze sono moltissime.
La mia impressione è che Miyamoto e Nintendo non la pensino allo stesso modo su questa vicenda.
E’ possibile, certo, che il tutto sia stato gestito in modo naif, che Miyamoto sia stato sincero con la stampa e abbia sorpreso la dirigenza.
Ma è più probabile – secondo me, chiarisco – che Nintendo voglia far rimanere Miyamoto dov’è, cioè a supervisionare tutto, e che Miyamoto si sia rotto i coglioni di supervisionare certi giochi di cui non condivide l’esistenza (vedi New Mario Wii). E che, su Wired, abbia giocato la sua carta.
Ritengo che alcune – non molte, ma alcune sì – persone possano supervisionare come Miyamoto.
Ma credo che nessuno sia in grado di sviluppare come lui.
Non so se abbia o meno perso lo smalto, ma era ora che tornasse in prima linea.
Maestro, attendiamo curiosi.
