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Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 1857 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1 ... 89, 90, 91, 92, 93
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 Oggetto del messaggio: Re: Manga, anime e J-drama - cosa state leggendo/vedendo?
 Messaggio Inviato: mar nov 15, 2011 23:26 
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Nintendaro Senior
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Piggy ha scritto:
Blasor ha scritto:
Possibile che abbiano saltato di netto Therestina con tutta la seconda parte dell'arco "bambini scomparsi"? Dovrebbe avvenire prima delle Sisters no? Brutto così...


Sì, in teoria sarebbe prima delle Sisters.
Comunque ho ridato un'occhiata al manga ed effettivamente ci sono alcuni archi narrativi interessanti omessi dall'anime e altri che al contrario sono presenti nell'anime ma non nel manga. Bello anche che compaiano dei livelli 5 che non sono ancora apparsi in Index.

Mh... vabbé, spero arrivi anche da noi insomma.


A proposito di manga, Negative Happy Chain Saw Edge, due volumi sceneggiati da Tatsuhiko Takimoto (creatore di Welcome to the NHK), tratti sempre da un suo romanzo omonimo. Abbiamo un ragazzo schiacciato sotto il peso di una vita che non ritiene stimolante, persino nemica, finché incontra una ragazza la quale vita è invece sempre sul filo del rasoio, nella sua eterna lotta contro un energumeno armato di motosega!
Pazzo quanto basta, godibile lettura, bello il messaggio e ben veicolato. Può apparire contorto in certi casi, ma non fa in tempo a confondere, grazie alla durata contenuta e "giusta" direi.
Già che c'ero mi sono sciroppato anche il film live-action, impostazione molto "drama" ma piuttosto divertente in svariate occasioni. Trasposizione piuttosto fedele, pecca forse nell'aspetto che nei primi momenti prometteva di essere sfruttato meglio della fonte ma niente da fare: le scene d'azione. Comunque c'è dietro un budget decente e si vede. Preferisco il manga alla fine, perché meno "ingessato" e per il finale.

Ho iniziato Brave Story poi, al quinto di venti volumi, un quarto della serie quindi. E' una saga altisonante in patria, proprio grazie al pluripremiato romanzo che conto di recuperare. Maggiore enfasi è posta su scene "forti", nelle numerose accezioni del termine, rispetto alla fonte. Con il fatto che il feeling del romanzo rimane comunque la base imprescindibile, ne consegue uno strano ibrido, shonen ma con prepotenti elementi seinen. Sembra un po' frettoloso in alcuni passaggi, ma nel complesso interessante (soprattutto dal quarto volume) e, soprattutto, molto ben caratterizzato e riproposto. Il potenziale c'è, spero svetti davvero col tempo.


Per gli anime c'è solo Petopeto-san. La premessa è che mostri della mitologia giapponese non erano esattamente "inesistenti" e hanno anzi fondato vere e proprie stirpi i cui ultimi discendenti si trovano a convivere con gli esseri umani, questi ultimi divisi tra accettazione e razzismo.
Come si dice: occasione sprecata. L'interessantissima premessa è lo sfondo di un'ambientazione per lo più scolastica, che non sarebbe neanche male, se non fosse a sua volta lo sfondo di una trama piuttosto noiosa e fin troppo classica. Ben presto ci si perde in un mare di avvenimenti quasi inutili, tendenti al franservice un po' becero, che al contrario di altre produzione non si salva neanche con la scusa dell'eccesso, è piatto pure quello, come la pseudo-love-story che dovrebbe rappresentare il perno della trama. Permane l'interesse per le razze e i poteri, gli accenni alla cultura tradizionale in vari ambiti, la simpatia per alcuni personaggi, forse però non è abbastanza per seguire tredici episodi fino alla fine. Mi piacerebbe tanto recuperare la novel originale, peccato solo non sia stata filata da nessun gruppo di traduzione. Forse proprio a causa dell'anime...

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 Oggetto del messaggio: Re: Manga, anime e J-drama - cosa state leggendo/vedendo?
 Messaggio Inviato: lun nov 28, 2011 14:27 
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Scusatemi il lungo silenzio, ma mi son finalmente tolto un grosso sfizio vedendomi Revolutionary Girl - Utena serie tv e il relativo film Utena: Adolescence Apocalypse. Principalmente, il motivo per cui mi interessava era perchè avevo sentito dire che una delle influenze visive e stilistiche di questo progetto fosse Kanashimi no Belladonna, che conoscevo e volevo "studiarmi", erdità di Utena compresa.

Kanashimi no Belladonna è un film d'animazione sperimentale prodotto negli anni '70 dallo Studio Mushi, inizialmente concepito da Osamu Tezuka come ultimo episodio della sua sfortunata triologia di film d'animazione erotica "Animerama", ma poi diretto da tutt'altra persona (Eiichi Yamamoto). Animazione erotica, sì, ma che in un modo tutto suo e naturale evade le categorie di ecchi, hentai (nell'animazione giapponese) e porno (sia per l'oriente che per l'occidente); Belladonna è il culmine di questa ricerca, dato che nonostante i contenuti fortissimi, sessuali, violenti e ancora oggi torbidi, non si ha l'impressione di aver visto qualcosa destinato al mero eccitamento. La trama si ispira a "La Sorciére" di Jules Michelet, e narra le disavventure della giovane e bellissima Jeanne, novella sposa della Francia feudataria ancora vergine che viene violentata dal signore del suo paese e dalla sua corte per riscattare una tassa da lui imposta sul marito. Questi, in preda ad uno stato di shock per aver assistito alla scena, la rifiuta fin quasi ad ucciderla, ma l'amore della ragazza è talmente disperato da spingerla a concedere "il potere in lei apperna risvegliatosi" ad uno "spiritello". Le conseguenze di questa scelta condurranno non solo Jeanne e il marito, ma anche tutto il feudo, nobiltà e popolo compresi, in una spirale tragica.
Come sviluppo probabilmente questo film soffre del fatto di parlare di avvenimenti storici già avvenuti e studiati da noi tutti, per giunta senza accuratezza storica, ma questa rilettura ha un pregio non indifferente: è innegabile che il tutto è narrato da punto di vista affatto banale, volto a illustrare alcune "possibili cause" di avvenimenti come la stregoneria, senza per altro piombare nel cattivo gusto o nelle false lacrime di certi telefilm americani.
La maggiore particolarità sta però negli apparati visivo e sonoro, molto sublimati e in sintonia, anche se non si tratta certamente di un film musicale come Fantasia o Interstella 5555, costituito da immagini prevalentemente statiche o cicliche a metà strada fra i disegni medioevali di un Arazzo di Bayeux sui generis (scusatemi la citazione pseudointellettuale, ma è il paragone più diretto che mi viene in mente) e i motivi optical e lisergici di The Yellow Submarine e musica rock psichedelica anni '70.
Devo ammettere che la visione è stata un vero pugno nello stomaco, non nel senso che il lavoro sia sgradevole o che pecchi di negligenza, ma nel senso che mi è stato difficile da accettare e non l'ho certamente visto a cuor leggero. Ovviamente sconsigliato ai minorenni.

Passiamo ad Utena: probabilmente l'influenza visiva più importante che Kanashimi no Belladonna ha portato sia nella serie tv che nel film sta nel sovraccaricamento dovuto al riutilizzo multiplo di alcune sequenze d'animazione e l'uso di sagome e silhouette a livello decorativo e al tempo stesso simbolico (con cancelli, torri, fiori e altro ad uso sia decorativo che fortemente simbolico a livello sessuale), ma qui spesso in movimento, soprattutto nel lungometraggio Adolescence Apocalypse, dove le sagome godono di uno sproposito di livelli di parallasse. A livello di contenuti invece il discorso verte anche qui sul rapporto tra sottomissione, stregoneria e femminilità, soprattutto alla fine. Più o meno le influenze finiscono qui, dato che in realtà le maggiori e principali fonti d'ispirazione del progetto sono Caro Fratello e La Rosa di Versailles di Riyoko Ikeda e quindi, indirettamente, Princess Knight (La principessa Zaffiro) di Osamu Tezuka.
Utena probabilmente fa parte di quella serie di anime degli anni '90 che hanno sovvertito o ignorato i canoni che si erano fossilizzati a quel tempo, e che adesso sono oggetto di dibattito come impone l'attuale moda di revisionismo "pseudo-dissacrante" a tutti i costi: merita di essere visto dato che non è stato solo fumo senza arrosto, ma posso solo dire che m'è venuto un travaso di bile per tutte le potenzialità sprecate, che ne avrebbero potuto fare un vero e proprio caso unico per un ampio pubblico, concretizzandosi invece in un progetto molto bello ma che potrebbe invecchiare sempre peggio.
Partiamo dalla trama: Utena è una quindicenne giunta all'Istituto Othori, una scuola superiore, condotta da un anello con il Sigillo del Consiglio Studentesco dell'Istituto. Quest'anello le è stato donato da un principe, l'unica persona riuscita a risollevarla da uno stato di depressione in cui era piombata dopo il lutto dei suoi genitori. La ragazza scopre che nell'istituto, coloro che sono in possesso dello stesso tipo di anello si sfidano a duello per il possesso della Sposa della Rosa, Anthy Himemiya, destinata a sottomettersi al suo vincitore. Utena è ispirata dalla figura del principe, e, aspirando a tutti i costi a divenire lei stessa un principe, decide di vincere Anthy fino a trovare un modo per liberarla.
Sia serie tv che film sono caratterizzati quindi da temi sentimentali tipici di uno shoujo e uno yuri, dato che è presente un'indiscutibile tensione erotica fra le due protagoniste, ma al tempo stesso sono presenti i temi del romanzo di formazione, dell'emancipazione femminile, del sessismo e dell'esoterismo. La concezione di Kunihiko Ikuhara e Yoji Enokido è libera in tutto e per tutto: in entrambi i media infatti tutto è esageratamente surreale, allegorico e simbolico, ma al tempo stesso apparentemente e compiacentemente "isterico", parodistico e burlesco, tanto da rendere il progetto Utena unico nel suo genere (per lo meno nella mia esperienza: forze l'unico termine di paragone è l'anime di Sayonara Zetsubou Sensei, ma è proprio preso per i capelli).
Qual'è però il problema della serie tv? Il problema è che la trama vera e propria viene messa da parte nella stragrande maggioranza dei 39 episodi, il che non sarebbe necessariamente un male se ci fosse stata una vera e propria formulazione episodica, e non il dipanarsi di 6 sottotrame sentimentali relazionali che si alternano secondo uno schema prevedibile, ripetitivo e dopo un po' pure stancante: due di queste sottotrame parlano di relazioni omoerotiche, e ci può anche stare se non ci fossero altri ammiccamenti occasionali, ma ben tre parlano di incesto (!). Non me la sto prendendo per questi argomenti, ma non mi stupirei se a 2/3 della serie essi apparissero meri feticci o fan-service e nulla più anche a coloro che ne sono interessati, proprio perchè questi sei scomparti abusano, senza contare ulteriori abusi in alcune situazioni occasionali. Finisce col mancare una vera e propria costruzione psicologica, che si manifesta solo nell'ultimo terzo della serie con gli ultimi due archi finali. Insomma, personalmente penso che se fossero stati prodotti meno della metà degli episodi disponendo meglio la trama si sarebbe trattato di qualcosa di totalmente unico, ma così è frustrante, tanto che mi rifiuterei di guardare tutto il pacchetto una seconda volta.
Il film, essendo una narrazione condensata della serie tv, anche se alternativa e totalmente ripensata, avrebbe potuto eccellere dove la serie tv pecca, ma purtroppo non è così, dato che mancano alcuni elementi chiave per comprendere l'intreccio e le motivazioni dei personaggi (come il preambolo del principe che ho messo io più sopra nel mio riassunto della trama), rendendosi (volutamente?) accessibile solo a coloro che abbiano visto la serie tv e/o letto il manga: la cosa brutta è che sarebbero bastati appena venti minuti in più o una maggiore economia per avere almeno un ragguaglio sufficiente alla comprensione (mentre se si volevano fare le cose in modo ottimale avrebbe avuto più senso allora fare degli OVA o una miniserie). In questo modo invece mi è sembrato di assistere ad un eccezionale mega-trailer della serie tv.
Dal punto di vista visivo e sonoro la serie tv e il film hanno due caratteri diversi: la prima è di carattere più lezioso, con occhi molto rotondi, forme più barocche e tondeggianti, colori pastello e personaggi dal design più adulto; il secondo invece è più spigoloso e moderno, con colori più sgargianti ma con un uso migliore del chiaroscuro, quasi brutale ma che caratterizza perfettamente il tema surreale. Se della serie tv forse preferisco la caratterizzazione grafica delle due protagoniste in tutte le loro tenute, va detto che il film mi risulta visivamente migliore per i magnifici ed ispiratissimi fondali e giochi di parallasse nonchè per il character design di tutti gli altri personaggi.
Nonostante le mie critiche, ci tengo a precisare che rimane comunque un lavoro degno d'interesse: soprattutto per i teatrini delle Ragazze Ombra, che fanno uso di una delle mie tecniche d'animazione preferite, mettendo assieme le loro farse infantili, enigmatiche, adulte e spaventose al tempo stesso.

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 Oggetto del messaggio: Re: Manga, anime e J-drama - cosa state leggendo/vedendo?
 Messaggio Inviato: mar nov 29, 2011 1:02 
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Nintendaro Senior
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Ecco, Belladonna sono anni che vorrei recuperarlo ma lo dimentico sempre. Complimenti per il coraggio di recuperare Utena, non credo sia una saga invecchiata tanto bene :D Molti mi spararono, ma io persino all'epoca lo trovai piuttosto sopravvalutato. Posso però consigliarti di dare un'occhiata al manga, che ho apprezzato di più grazie ai pochi volumi (cinque?) che permettono alla storia di scorrere meglio senza tanta fuffa.
Rimane il fatto che Kunihiko Ikuhara, con Sailor Moon prima e questo poi, dimostrò un gran potenziale, per cui sto aspettanto il giusto mood per vedermi il suo ultimo lavoro datato 2011, dopo anni che era sparito dalla regia, peraltro originale stavolta: Mawaru Penguindrum.


Per parte mia, Nerima Daikon Brothers. Dallo Studio Hibari (Moonlight Mile, Major e vari long runner presi da Mediaset) e Shinichi "Nabeshin" Watanabe, girato dopo Excel Saga, Puni Puni Poemi e Tenchi Muyo! GXP. A tuttora il suo ultimo parto di pura demenza!
Trio di scoppiati con tanta voglia di cantare "lavora" sodo (o almeno ci prova) per costruire una struttura seria dove esibirsi, nel luogo dove sorge il campo di daikon di uno di loro. Per raggiungere l'obbiettivo, saranno però necessari mezzi non convenzionali...
La componente di maggior pregio/difetto della serie: le canzoni. Segue infatti la struttura del "musical" e sovente l'azione si perde in coreografie cantate su temi più disparati. Chi non sopporta questo tipo di produzioni ne stia alla larga, poiché peraltro capita spesso di riciclare sottofondi cambiando il testo alla bisogna.
Un po' Lupin, un po' tasca di Doraemon... lo stile tipicamente nonsense, la valanga di citazioni e riferimenti oriente-occidente, ci sono come da aspettativa, così come la necessità di conoscere quanto basta la cultura (otaku e non) giapponese per coglierne quanti più possibile. Come per altri lavori di Watanabe, l'aiuto di note è una manna dal cielo, per questo per chi volesse avventurarsi consiglierei, per parte inglese, la versione sub SSP-Corp, precisa ed esauriente.


Per i manga continua Brave Story. Sono ora a metà, decimo volume.
L'esser frettoloso si è fortunatamente attenuato, sostituito da un susseguirsi e allargarsi di punti di vista decisamente ben gestito. Con un sesto e settimo volume di introduzione ad una nuova fase, infatti, si è ottenuto un grosso ampliamento del cast e dei poteri (molti ben pensati), in un'atmosfera di guerra su larga scala che ha avuto l'effetto di pepare parecchio la trama, la quale pian piano evolve in meglio. Ogni tanto continuano a fare capolino flashback ambientati nel mondo reale, che spezzano e sono anche utili. Anche al disegno sembra giovare il tempo che passa, soprattutto dal volume dieci.

Ho cominciato anche Billy Bat, ultima serie in corso di Naoki Urasawa (Monster, 20th Century Boys, Pluto...), alla cui storia contribuisce anche Takashi Nagasaki, che ha anche un'altra mini-serie sceneggiata in arrivo da noi (Yuukoku no Rasputin). Sulle prime i 7.50€ GP Publishing mi parevano un po' altini, ma quantomeno è un'edizione curata in ogni suo aspetto e con parecchie pagine a colori.
Il primo numero mi è piaciuto davvero, prende forma un mistero grosso come una casa (e anche di più!) la cui ambientazione "storica" fa da affascinante sfondo. Ambientazione che, da quel che pare, farà salti spazio-tempo non indifferenti. Il rischio sbrodolamento è dietro l'angolo, ma posso fidarmi, con simili autori. Galvanizzanti gli stacchi "fumetto", quando appare Billy, in puro stile "toon" americano anni '40.

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 Messaggio Inviato: ven dic 02, 2011 0:18 
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Blasor ha scritto:
Ecco, Belladonna sono anni che vorrei recuperarlo ma lo dimentico sempre. Complimenti per il coraggio di recuperare Utena, non credo sia una saga invecchiata tanto bene :D Molti mi spararono, ma io persino all'epoca lo trovai piuttosto sopravvalutato. Posso però consigliarti di dare un'occhiata al manga, che ho apprezzato di più grazie ai pochi volumi (cinque?) che permettono alla storia di scorrere meglio senza tanta fuffa.
Rimane il fatto che Kunihiko Ikuhara, con Sailor Moon prima e questo poi, dimostrò un gran potenziale, per cui sto aspettanto il giusto mood per vedermi il suo ultimo lavoro datato 2011, dopo anni che era sparito dalla regia, peraltro originale stavolta: Mawaru Penguindrum.


Kanashimi no Belladonna decisi di vederlo l'anno scorso e per me fu proprio una visione sconcertante, seppur alcuni sostengano che la storia non sia nulla di sensazionale: sicuramente mi ha lasciato il segno per via della mia natura impressionabile, ma io l'ho trovato intenso anche nei momenti "meno violenti" sia di violenza fisica che psicologica. Circa un mese fa mi è venuta voglia di rivederlo per studiarne le tecniche grafiche ed eventualmente riproporne un'elaborazione personale nel mio fumetto (studio permettendo! :notooth:): penso di poterne ricavare qualcosa d'interessante e che si sposi con i miei temi.
Per Utena la cosa è venuta di conseguenza proprio perchè su Wikipedia circolavano voci su una possibile influenza di natura grafica oltre che tematica (influenza però così labile che hanno corretto il lemma che avevo letto): avevo intenzione di vedere se c'era una qualche evoluzione più moderna ma (per mia fortuna) non è stato così (dunque avrei il campo libero per pasticciare un po' io senza andare per luoghi comuni troppo abusati!). Il punto è che di momenti assolutamente innovativi ed eleganti Utena ne avrebbe parecchi (tanto che ho rivisto diverse sequenze prese singolarmente), ma sono proprio intermezzati da troppa fuffa o roba confezionata come tale (il che fa ancora più rabbia) proprio come hai detto tu.
Spero di non essermi fatto fraintendere quando ho scritto più sopra del revisionismo, perchè non intendevo un'opinione come la tua (legittimata tra l'altro dal fatto che tu abbia mantenuto il tuo punto di vista fin dalla tua prima visione) o come la mia (del resto io non mi sono risparmiato in tirate d'orecchie) quanto i voltafaccia o peggio ancora i critici (professionisti o che aspirano a diventare tali) che stroncano un'opera largamente apprezzata solo per far chiasso (tra l'altro facendo pure i sostenuti...).
Certo è che se ti volevano sparare per aver espresso un parere comunque moderato su Utena, considerando che io ho incontrato persone che hanno descritto Akira come un film di merda rispetto al manga originale, allora io dovrei andare in giro con un bazooka...

C'è da dire che tra Belladonna ed Utena mi son fatto un bel giro di tutte le perversioni sessuali possibili ed immaginabili! XD

Grazie per le segnalazioni sul manga e su Mawaru Penguindrum!



Blasor ha scritto:
Per parte mia, Nerima Daikon Brothers. Dallo Studio Hibari (Moonlight Mile, Major e vari long runner presi da Mediaset) e Shinichi "Nabeshin" Watanabe, girato dopo Excel Saga, Puni Puni Poemi e Tenchi Muyo! GXP. A tuttora il suo ultimo parto di pura demenza!
Trio di scoppiati con tanta voglia di cantare "lavora" sodo (o almeno ci prova) per costruire una struttura seria dove esibirsi, nel luogo dove sorge il campo di daikon di uno di loro. Per raggiungere l'obbiettivo, saranno però necessari mezzi non convenzionali...
La componente di maggior pregio/difetto della serie: le canzoni. Segue infatti la struttura del "musical" e sovente l'azione si perde in coreografie cantate su temi più disparati. Chi non sopporta questo tipo di produzioni ne stia alla larga, poiché peraltro capita spesso di riciclare sottofondi cambiando il testo alla bisogna.
Un po' Lupin, un po' tasca di Doraemon... lo stile tipicamente nonsense, la valanga di citazioni e riferimenti oriente-occidente, ci sono come da aspettativa, così come la necessità di conoscere quanto basta la cultura (otaku e non) giapponese per coglierne quanti più possibile. Come per altri lavori di Watanabe, l'aiuto di note è una manna dal cielo, per questo per chi volesse avventurarsi consiglierei, per parte inglese, la versione sub SSP-Corp, precisa ed esauriente.


Ah, di questo ne ho sentito parlare anche a causa della satira sull'ex-premier Junichiro Koizumi.

PS: Le mie conoscenze sui daikon fino ad adesso arrivavano solo a questo qua, che suppongo conosciate già, ma che è sempre bello ricordare... :asd:

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 Messaggio Inviato: ven dic 02, 2011 2:16 
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Mr. Bombetta ha scritto:
Spero di non essermi fatto fraintendere quando ho scritto più sopra del revisionismo, perchè non intendevo un'opinione come la tua (legittimata tra l'altro dal fatto che tu abbia mantenuto il tuo punto di vista fin dalla tua prima visione) o come la mia (del resto io non mi sono risparmiato in tirate d'orecchie) quanto i voltafaccia o peggio ancora i critici (professionisti o che aspirano a diventare tali) che stroncano un'opera largamente apprezzata solo per far chiasso (tra l'altro facendo pure i sostenuti...).
Certo è che se ti volevano sparare per aver espresso un parere comunque moderato su Utena, considerando che io ho incontrato persone che hanno descritto Akira come un film di merda rispetto al manga originale, allora io dovrei andare in giro con un bazooka...

No ma che fraintendere, del resto mi lamento tanto spesso io, come hai potuto constatare, di millantati appassionati o recensori che schifano tutto il "moderno" o semplicemente amano andare contro corrente... a questo proposito mi è dispiaciuto notare che non solo testate nostre come animeclick per i commenti, ma pure straniere come animenewsnetwork sono diventate un porcaio, stavolta per le recensioni. Tutto il contrario di tutto, saranno rimasti in tre della crew di una decina che ancora stimo. Lo ripeto, per me è colpa della scelta a dir poco triplicata. La gente non è più costretta ad accontentarsi di quello che passa in convento e pensa di scoprire altarini che ci sono sempre stati, criticando un mercato che non hanno mai conosciuto a fondo invece di apprezzare le grandissime possibilità che all'epoca ci sognavamo. Ma ci pensi, "fansub", "impulso del mercato home video", nei '90? :asd:

Se è per questo c'è anche chi definisce Nausicaa una merda rispetto al manga originale, ma "non ti curar di lor", come si dice :D Personalmente non ho mai guardato in faccia nessuno quando si tratta di opinioni, anzi che di indole sono da "8 politico", per non farmi piacere qualcosa si devono impegnare... che definisca un progetto "brutto" è raro, più spesso mi si coglierà a dire "non mi ha convinto".


Mr. Bombetta ha scritto:
Ah, di questo ne ho sentito parlare anche a causa della satira sull'ex-premier Junichiro Koizumi.

PS: Le mie conoscenze sui daikon fino ad adesso arrivavano solo a questo qua, che suppongo conosciate già, ma che è sempre bello ricordare... :asd:

Ah certo, satira scherzi a parte davvero notevole! :roll2: In direzione contraria andava Mizushima, altro regista di commedie che mi fa impazzire, quando ha adattato The Legend of Koizumi. Tre episodi così brevi, ma allo stesso tempo così geniali :roll2:

DAICON beh, è storia :D

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 Messaggio Inviato: gio dic 15, 2011 21:16 
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Si prosegue, Brave Story fino al quindicesimo volume, tre quarti della serie. Ormai la promozione non gliela toglie nessuno, voglio vedere fino a che punto può migliorare però. I punti di vista si ricongiungono ad un certo punto, quindi il quintetto di volumi è un'allegra battaglia di quelle tipicamente "shounen", ma con parecchi partecipanti contemporaneamente. All'interno mini-segmenti importanti, per lo più di Wataru che fa delle cose e flashback niente male. Quattordicesimo e quindicesimo volumi sicuramente tra i migliori del lotto, fin'ora, se non i migliori. Anche morte di un personaggio piuttosto importante sicuramente dispiaciuta, salvo colpi si scena. Mi hanno pure fatto strppare con un altro personaggio che, per fortuna, non pare ancora morto :brr:

Nel frattempo ho iniziato anche Billy Bat, ultima chicca del Naoki Urasawa (Monster,20th century Boys, Pluto) nazionale, con la collaborazione di Takashi Nagasaki per la storia.
Un thriller avventuroso di quelli che ci ha insegnato ad amare, ma con una marcia in più. La storia di un fumettista nippo-americano nel'49, alla ricerca della fonte di un probabile plagio da lui eseguito senza ricordarne nulla, è la scusa per un mistero che, letteralmente, percorre le epoche. Billy Bat, in particolare, è un personaggio carico di simboli e caratterizzazione, che offre anche la scusa per siparietti da fumetto del dopoguerra davvero ben realizzati, oltre che carichi di significato e umorismo più nero di quanto possa sembrare. Molto belle anche citazioni mirate e parecchio eloquenti infilate qua e là. Bella storia, bel tratto, un crescendo, tutte le carte in regola per fare il pezzo da novanta. Spero continui così.



Per gli anime, beh, è tornata una febbre che credevo sopita definitivamente, quella di Tenchi Muyo! Effettivamente la missione di smaltire quanto più possibile di questa interminabile saga era passata in secondo piano, ma ora che è tornata la voglia, conto di concludere, ri-vedere e stilare un prontuario per un franchise che, per molti versi, ha costituito un "unicum" nel suo genere e non ha nulla da invidiare a saghe più blasonate. Ovviamente la sopportazione ha un limite, per cui eviterò accuratamente gli spin-off più inutili e le novel più irrecuperabili, ecco. L'importante è che alla fine il senso risulti compiuto, del resto.

Di base, è la storia di Tenchi, simpatico ragazzo che vive col nonno e il padre in una casa che andrebbe bene per quattro famiglie e più, nel bel mezzo di un ridente bosco che fa molto shintoismo. Non a caso, il nonno è sacerdote e lui è il successore. Vita tranquilla e paciosa, finché la routine non viene rotta dall'arrivo, in successione, di ragazze provenienti dalle più diverse realtà... dello spazio profondo! Caso? Destino? Lo scopriremo...

Lo schema per la consultazione di base
Filone 1) Tenchi Muyo! Ryo-Ohki (20 + 1? OAVs) > Tenchi Muyo! GXP (spin-off, 26 ep.) > Isekai no Seikishi Monogatari (spin-off, 13 ep.)
Filone 2) No Need for Tenchi! (12 vol.) > The All-New Tenchi Muyo! (sequel, 10 vol.)
Filone 3) Tenchi Universe (26 ep.) > Tenchi Muyo! In Love (sequel, film) > Tenchi Muyo! In Love 2 (sequel, film) - Tenchi Muyo In Love 2: Eternal Memory (spin-off, 1 vol.)
Filone 4) Tenchi in Tokyo (26 ep.)
Filone ?) Tenchi Muyo! Daughter of Darkness (film)

Primo passo un tassello mancante dal mio scorso tentativo, Tenchi in Tokyo.
Come strappo alla mia solita regola di sobrietà, metto loghi per ogni tassello della saga, per rendere più facile ripescare i suoi pezzi man mano che lo alterno ad altra roba.

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Questo è facile: filone separato da tutto, è uno dei "reset" completo della storia principale con cambiamenti qua e là. Le differenze principali sono: ambientazione prevalentemente cittadina, antagonista inedito con tanto di sottoposti à la Sailor Moon, differenze sostanziali nel background dei personaggi conosciuti (è infatti il filone con meno punti di contatto con la base della saga), presenza di un quasi "secondo protagonista".
Una serie piaciuta poco ai fan, che a mio parere si sono troppo soffermati sulle proprie preferenze di cast. E' la serie effettivamente più "light", sia come contenuti che eventi trattati, dove il background è marginale, il presente è quello che conta e il cast conosciuto risulta effettivamente meno efficace. Tuttavia, le new entries bastano da sole a giustificare l'intera serie. Sakuya, l'altra protagonista, è un personaggio dolce e sfaccettato, nonché l'unica in tutti i filoni a concludere qualcosa che mai nessuna riuscirà. Yugi, l'antagonista, è cattiva come da tradizione della serie "con i suoi motivi" e sicuramente ne ha più di altri colleghi. Pure i sottoposti di Yugi, così come i compagni di classe di Tenchi, contribuiscono a creare situazioni varie in un setting che, al contrario delle altre serie, risulta più statico. Più economico di altre serie per il video, eccellente come sempre per l'audio.
In conclusione, non sarà forse il filone migliore e ogni suo lato positivo risulta incompatibile col resto della produzione, ma brutto non è e sarebbe ingiusto evitarlo per questo.

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Ultima modifica di Blasor il sab gen 28, 2012 18:12, modificato 2 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Manga, anime e J-drama - cosa state leggendo/vedendo?
 Messaggio Inviato: ven dic 16, 2011 23:34 
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Oddio, ogni volta che ho visto qualcosa di Tenchi Muyo! sulle reti locali in chiaro, pensavo si trattasse di un'unica serie con un unico intreccio :notooth: , almeno finchè una volta non incappai in Pretty Sammy (forse lo spin-off più inutile :asd: :azz: )... Mi sa che comunque Tenchi in Tokyo è l'unica serie di cui sono riuscito ad afferrare gli sviluppi (Yugi compare solo in quella vero?).

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Ultima modifica di Mr. Bombetta il sab dic 17, 2011 14:32, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Manga, anime e J-drama - cosa state leggendo/vedendo?
 Messaggio Inviato: sab dic 17, 2011 1:21 
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Nintendaro Senior
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Eheh, è stata per lungo tempo la gallina dalle uova d'oro Pioneer (poi Geneon), praticamente alla sua prima prova direct-to-(home)video e un successione in ben due realtà consecutive (Giappone prima, America poi). Uno dei casi in cui gli USA sono stati più lungimiranti di noi, che l'abbiamo filato in modo molto più discontinuo. Raramente si sono verificati successi commerciali così.
Pretty Sammy, appunto, consideralo nel gruppo spin-off più inutili insieme a Project S, Mahou Shoujo Club e assortimento simile. Deriva tra l'altro da uno special, manco a dire chissà quale filone in particolare (grazie anzi per avermelo fatto notare, manca un tassello nello schema generale).
Sì, Yugi è esclusiva di quel filone. C'è una certa somiglianza con un altro filone, in realtà, ma è puramente concettuale, ci arriverò.

Speravo comunque di fare cosa gradita anche solo come "storia" di questo media, fa piacere l'interessamento :)

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 Oggetto del messaggio: Re: Manga, anime e J-drama - cosa state leggendo/vedendo?
 Messaggio Inviato: gio gen 19, 2012 20:02 
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Nintendaro Senior
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Finito Brave Story. Mi hanno fregato per bene col cast, me ne hanno segati uno dopo l'altro :cry: Il 16 chiude col botto e apre un nuovo arco anch'esso bello ricco. Ricco anche di colpi di scena piuttosto prevedibili, ma per lo meno tutto molto scenico e appassionante. Soddisfacente la chiusura, bene o male torna quasi tutto alla fine, non posso far altro che confermare la promozione. Forse mi aspettavo qualcosina in più, lo ammetto, ma non posso dire di esser rimasto scontento.


Per gli anime Angel Beats! finalmente.
Progetto P.A. Works scritto da Jun Maeda, il cui chracter design originale è di Na-Ga, diretto da Seiji Kishi. Tiro fuori un po' di nomi perché serviranno a fare il punto.
Dunque, veloce premessa per chi non sa. Un tizio non meglio identificato in evidente stato di amnesia si risveglia nel cortile di una scuola che non conosce e la prima persona che vede è una ragazza armata di fucile di precisione pronta a spiegargli che è nell'aldilà e deve unirsi alla sua brigata per scovare lui, l'altissimo, e farci quattro chiacchiere sull'ingiustizia della vita. Letteralmente, i primi minuti del primo episodio.
Mo', non nascondo che inizialmente ero spiazzato, dopo un po' anche perplesso. Pensavo di aver beccato uno show buono principalmente per infilarci canzonette jpop in un contesto fatto di titoli che riprendono brani famosi e di marasma totale. Con qualche episodio in più sono riuscito a ricredermi fino all'agognato finale (e a capire che a Maeda la musica piace). Il pregio di Angel Beats! è quello di alternare eccessi, in un senso o nell'altro, particolarmente efficaci. Ci sono momenti in cui si piange veramente dal ridere, altri in cui la cosa si fa maledettamente seria e quasi si piange comunque (guarda caso Maeda e Na-Ga vengono dalla Key, mi ricordo che Key = Clannad, tutto mi torna). Le situazioni sono praticamente un fritto misto di moderna animazione jap, neanche le citazioni mancano. Pure la premessa, realizzandola nel tempo, non è niente male e si evolve in crescendo. Fosse tutto incorniciato da una realizzazione all'altezza avremmo il colpaccio. Si noti che implico che purtroppo non è andata proprio così.
La serie è di fatto costellata di "cadute dall'alto". Non si sa perché, non si sa com'è, non si sa da dove né da quanto, ma qualcosa di assolutamente incoerente e banalizzante accadrà. Questo poi forma il collante tra le parti "belle" della serie per tutta la durata della stessa, e quello che ne risulta non è certo coesione, essenziale per far quadrare eccessi così marcati. Perché diciamolo, liquidare tre quarti della serie con cose tipo "Kanade non si è fatta capire" è avvilente.
Poi fretta, tanta fretta, perché il tutto deve esaurirsi in tredici episodi + special + finale alternativo e ci è permesso di glissare su tre quarti del cast laddove la caratterizzazione doveva essere il punto forte, culminando col farlo sparire nel giro di un episodio senza permettere all'arco finale (quello del salvataggio delle anime) di sfogare a dovere.
Si direbbe quasi un adattamento un po' così di una visual novel. Peccato che un problema simile non dovrebbe porselo, nascendo come anime. Tuttavia la costruzione è proprio quella (con tanto di cambio di scenario segnalato), tanto che viene da chiedersi perché non ci abbiano ricavato subito una visual novel, dove entrava tutto e ogni personaggio aveva il suo spazio, ogni arco il suo sfogo, ecc. Ecco che entra in scena Kishi, il regista, che effettivamente da solo non è che abbia cacciato tutti sti' capolavori di direzione, o almeno non li ho ancora scovati e ho proprio intenzione di approfondire.
Ah, l'episodio speciale mi ha fatto piegare dal ridere, il "finale alternativo" ci può stare.

In sintesi, per uno studio come P.A., che lavora da solo dal 2008 in pratica, non è affatto un brutto lavoro. Esteticamente bello, bei brani di soundtrack (a parte qualche insert song da martellate in fronte), è capace di muovere risate e tristezza estremamente bene, di avere trovate davvero interessanti, ma non di proporre tutto questo in una formula che superi la sufficienza in extremis. Ciò che davvero mi chiedo è come diavolo ha fatto ad essere uno dei maggiori successi originali degli ultimi tempi, questo anime. E' proprio vero che le mode sono strane.

Intanto non mollo e mi sto leggendo anche Track Zero, la novel prequel dell'anime, che si trova completamente tradotta in inglese. Son nove capitoli, lettura piacevole e piacevole approfondimento, vediamo se regge fino alla fine. Dico solo che il primo capitolo è l'incontro tra Yuri e Hinata, come egli stesso ci diceva è nata la brigata nell'ultimo episodio.


Il Tenchi project non è abbandonato eh, è solo stato fermo per un po'. Dalla prossima trance si riparte!

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 Messaggio Inviato: sab gen 21, 2012 20:33 
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Blasor, negli ultimi mesi il manga di To Aru Kagaku no Railgun ha preso una nuova direzione, ora narra eventi totalmente nuovi. Ancora niente invece per l'arc mostrata nell'anime che pare sia stata tagliata nel manga.

E' ufficialmente iniziata la quarta e ultima serie di Zero no Tsukaima, ottimo, ottimo! :D Peccato che, come era prevedibile, si siano distaccati molto dalle light novels originali, tagliando addirittura buona parte della 13 e tutta la 14 per quanto visto sinora. Un peccato visto che erano fantastiche anche a livello di character development.

Di manga sto leggendo le scans di The Breaker: New Waves. Scoperto per caso, mi ha alquanto appassionato. Sembra il solito shonen con combattimenti di arti marziali, però la trama è intrigante e il personaggio non è il solito sfigato uber ma ha una personalità parecchio interessante.

A febbraio uscirà in Italia il manga di To Aru Majutsu no Index e ad aprile quello di Pandora Hearts! :D Non posso che essere lieto per entrambi, soprattutto per Pandora.

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 Messaggio Inviato: lun gen 23, 2012 1:06 
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Piggy ha scritto:
Blasor, negli ultimi mesi il manga di To Aru Kagaku no Railgun ha preso una nuova direzione, ora narra eventi totalmente nuovi. Ancora niente invece per l'arc mostrata nell'anime che pare sia stata tagliata nel manga.

Assurdo... secondo me dopo integrazioni inedite ci arriveranno dai, è un arco troppo importante per non recuperarlo.
Farai il manga di Index? Io volevo farlo solo se Star prenderà anche Railgun e tra l'altro mi risulta che anche lì manchino degli archi (tipo quello di Aureolus :()
Zero devo ancora cominciarlo, conto di farcela un giorno :asd:



Nuovo tassello del Tenchi project, nonché il più importante:
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Tenchi Muyo! Ryo-Ohki, la serie "base". Per raccapezzarsi, qui c'è lo schema per la consultazione.
Da questa serie (o meglio ancora, dall'inizio di essa) è scaturita praticamente ogni cosa presente nello schema. E' inoltre il filone più ostico da seguire, con un background di personaggi ed eventi da mal di testa, ma allo stesso tempo con la migliore cura degli stessi. Personaggi esclusivi di questo filone sono una vera vagonata. Poi darò una mano anche per questo.
Questa serie mantiene un'ambientazione prevalentemente "terrestre", immersa nella natura che ha un certo valore nell'economia della saga, con digressioni nello spazio profondo, che è l'altra componente importante. Il cast "ricorrente", proveniente dalle realtà più disparate, è nella migliore caratterizzazione possibile, così come la narrazione è la più estesa e articolata. Gran parte delle domande trova risposta e qualcos'altro viene esaurito da Tenchi Muyo! GXP, che verrà analizzato a suo tempo.
Gli OAV sono divisi in tre fasi, ognuna con antagonisti principali differenti. Mentre la prima fase introduce un po' di tutto e propone la prima minaccia, la seconda comincia gli approfondimenti seguiti dal secondo scontro, per colmare nella terza dove accade veramente di tutto (per certi versi troppo!) ma giunge anche ad una soddisfacente conclusione. L'alternanza è tra la "tranquillità" della vita quotidiana di Tenchi e compagnia, con l'avvento di qualche elemento ostile in grado di provocare virate sci-fi action con tutti i crismi.
Rimangono due punti importanti da esaurire. Il primo riguarda l'OAV che appare come ? nello schema. Trattasi del Mihoshi Special, episodio speciale dedicato alla poliziotta spaziale Mihoshi che a causa di successive differenze di vedute che hanno causato lo sviluppo delle versioni "alternative" della saga, è stato etichettato come "non canonico" nella continuità degli OAVs. Tuttavia a parte figurare un personaggio che in effetti appare in qualsiasi altra versione animata come ricorrente a parte questo filone (se ne parlerà), non comprende evidenti punti di disaccordo col canone e inoltre nella terza fase degli OAV si prendono la briga di sistemare un nuovo personaggio introdotto (che potenzialmente sostituirebbe quello del Mihoshi Special) in una linea temporale antecedente a quella del flashback che costituisce lo special. Insomma, considerare gli episodi 20 invece di 21 è più un capriccio che altro.
Il secondo punto riguarda il background di personaggi ed eventi che dicevo prima. Anche se in fin dei conti il "grosso" risulta bene o male chiarito, ci sono particolari grandi e piccoli che sono stati inclusi in novel o roba simile fuori dalla portata del fansub standard. Per questi, consiglio una fonte estremamente esauriente per lo scopo: http://tenchi.wikia.com/wiki/Tenchi_Muyo_Wiki
Mentre per i personaggi nello specifico, è stata redatto un albero genealogico completo di tutto: http://img824.imageshack.us/img824/2330 ... eeupda.png
Dragon Ball, decisamente, gli fa una pippa :roll2:

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 Messaggio Inviato: sab gen 28, 2012 19:16 
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Up dedicato completamente al Tenchi project, nella fattispecie un intero filone, il 3. Sempre link allo schema per la consultazione, per l'occasione aggiornato nei collegamenti e con un pezzo in più che si vedeva necessario. ma primo e ultimo, poco ma sicuro :asd:


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Tenchi Universe è il punto di partenza per il terzo filone. Questa serie TV è un "reset" degli OAV (l'altro reset era Tenchi in Tokyo), le cui maggiori differenze risiedono in: background di personaggi ed eventi fortemente semplificato e diverso in certi ambiti (la storia della dinastia "Jurai" è più centrale e l'unica a venire coperta), porzione dell'ambientazione spaziale più ampia, personaggi esclusivi di questo filone, tra cui è importante Kiyone, personaggio che ha debuttato nel Mihoshi Special e che da questa serie in poi diventerà ricorrente.
La serie Universe presenta un universo piuttosto semplificato e diverso dalla controparte OAV, come si diceva. Se in quest'ultima è importante seguire, oltre gli eventi, retroscena sempre più profondi, l'approccio di Universe si limita a qualche flashback funzionale sempre e solo agli eventi trattati, più che all'approfondimento del filone. Meno articolato, per certi versi meno interessante, ma sicuramente più semplice da seguire e "digerire", con due o tre episodi estremamente ben girati, oltre qualche indubbio merito che integrato nell'OAV avrebbe potuto persino migliorarlo (Kiyone e, di riflesso, l'atteggiamento di Mihoshi su tutto). L"'immaturità" rispetto agli OAV è dunque il suo maggior pregio e difetto (nonostante sia comunque nettamente superiore al filone 4 in tutto, a parte i due personaggi di notevole caratura che erano stati nominati), ma non è una situazione statica...

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Si potrebbe infatti dire che il maggior punto di forza del filone 3 siano i film. Sarà che il regista era più capace in questo formato...
Tenchi Muyo! In Love è un sequel della serie TV, che presenta un nemico inedito e la presenza di due personaggi caratterizzati più qui che nella controparte OAV: i genitori di Tenchi. Se per il padre magari non è completamente vero, per la madre lo è fin troppo.
Il salto dalla TV al cinema si nota non solo per l'aspetto complessivo, ma anche per una gestione ben più sapiente del materiale, laddove l'ora e passa di film tiene vivo l'interesse più della serie nel complesso. Una discreta "maturazione", insomma, poco evidente in superficie ma per niente celata andando a fondo. E non finisce qui...


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Perché il secondo film, Tenchi Muyo! In Love 2, è persino meglio! Qui figura un personaggio inedito tra i migliori della saga e non solo.
L'impronta data al secondo lungometraggio e palesemente diversa da tutto quanto lo precede, nonostante rimanga perfettamente coerente col filone. Il design dei personaggi è cambiato, la narrazione pure, il tutto ha sviluppato una maturità per certi versi superiore anche agli OAV. E' una bella prova per un cast ormai consolidato, nonché un film che potrebbe reggersi persino da solo. In due parole, un bel film. Animazione o non animazione, contesto o non contesto.
Dato che però poteva non tornare qualcosa...


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E' uscito questo volumetto, Tenchi Muyo In Love 2: Eternal Memory, scritto dal regista del filone, che integra qualcosa in più. La trama ha luogo "durante" il secondo film e nonostante sia palesemente più scanzonato e spin-off di quest'ultimo, integra qualcosa di interessante. Perfettamente in linea col canone in cui è inserito, pecca forse in uno stile molto meno d'impatto rispetto al film (nonostante gli intenti siano simili). Forse non è poi così necessario, ma dargli una letta non guasta, soprattutto se confrontato con tanta altra roba derivata dalla saga ben più inutile.


edit 1/2/2012
Altre aggiunte ai filoni, sempre tenere a mente lo schema per la consultazione.

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Tenchi Muyo! GXP appartiene al primo filone ed è uno spin-off degli OAVs. Ambientato un anno dopo gli eventi di questi ultimi, vede un nuovo protagonista (Seina Yamada, conoscente di Tenchi) impegnato con un cast nuovo di pacca, salvo cammei e personaggi introdotti nella terza serie OAV, in un'ambientazione prevalentemente spaziale e focalizzata sulla Galaxy Police.
E' uno spin-off che trova la sua maggiore ragione di esistere quando delinea meglio i personaggi introdotti negli OAV e dinamiche come quelle della GP, della famiglia reale o di qualsiasi cosa sia inerente a quanto c'è di irrisolto nel filone (ma non svela proprio tutto tutto). Visivamente all'altezza delle produzioni televisive della saga, senza strafare troppo, ne condivide anche l'ottima realizzazione della soundtrack. Tra i personaggi c'è sicuramente qualcosa di interessante, due o tre puntate sono davvero ben girate, in generale c'è molto da ridere, grazie all'inconfondibile Shinichi "Nabeshin" Watanabe (Excel Saga, Nerima Daikon Brothers ecc.) che ha avuto modo di sfogarsi anche su una saga collaudata come questa... sono giusto le situazioni a non risultare sempre all'altezza, insieme ad un certo odio che potrebbe saltar fuori ai danni di Seina, nel bene e nel male :asd:


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Con No Need for Tenchi! ci avventuriamo nel secondo filone, quello dei manga. Questi volumi prendono spunto dalle prime due serie OAV integrando personaggi ed avventure completamente inediti, tenendo però come assodati avvenimenti delle serie succitate. Forma un canone a se in quanto le integrazioni possono entrare in contraddizione col primo filone.
Hitoshi Okuda, l'autore, ha fatto un lavoro encomiabile nel catturare le caratteristiche della saga, sfornando una sua personale versione in grado di rivaleggiare tranquillamente con gli altri filoni. La vena "shounen" piuttosto evidente è forse l'unico freno, ma dagli avvenimenti ai personaggi, dalla maggiore enfasi posta su alcune dinamiche rispetto agli OAV all'inclusione di adattamenti quali Pretty Sammy o Tenchi in Love per variare, persino dalle novel... il tutto è credibile e digeribile quanto gli altri filoni che non prevedono di approfondire a destra e a manca come il primo.


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Infine l'ultimo film, Tenchi Muyo! Daughter of Darkness . A differenza degli altri due, appartiene ad un filone completamente diverso non solo dal terzo, ma da tutto il resto. Paradossalmente ha vari punti di contatto, come costruzione di sceneggiatura, con Tenchi in Tokyo, ma cozza inesorabilmente con i pesanti cambiamenti di quel filone. Pure a volerlo infilare nel terzo, di filone, qualcosa finisce per non quadrare nel background. Semplicemente, il film è l'adattamento cinematografico di un'avventura appartenente ad un altro canone, che comprende solo la prima serie OAV, dopodiché uno svolgimento completamente inedito raccontato attraverso novels inesistenti tradotte. Valutare quindi il filone nel complesso è assai difficile.
Per quanto riguarda il film, comunque, non è affatto male. Fedele al chara-design "classico" (diversamente da in love 2), dura meno degli altri due ma propone tanta azione e fiato sospeso, animazione davvero fluida e familiare orchestrazione delle scene (al regista avrà fatto bene lavorare come assistente in Laputa o Robot Carnival). Propone un personaggio inedito (Mayuka) dal grande impatto emotivo. E' un altro modo di far muovere un cast ormai consolidato, insomma, ma sa farsi apprezzare. Proprio il film fa salire l'interesse per un canone che, nonostante sia il principale motivo di disaccordo e successiva creazione dei filoni, ha un potenziale che sarebbe interessante approfondire.

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 Messaggio Inviato: dom feb 05, 2012 13:29 
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Scusate se non mi sono fatto sentire per un bel po', ma sono alle prese con un esame universitario alquanto difficile che si sta allungando parecchio a causa del maltempo: dopo uno scritto dal quale probabilmente sono uscito con i denti rotti ( :cry: ) non sono stati ancora comunicati i risultati e devo comunque prepararmi per un orale piuttosto impegnativo ( :brr: ) senza sapere nemmeno se sono stato ammesso. Al momento sono dunque a corto di materiale.

Ok, dopo i dovuti salamelecchi eseguiti per spiegare che non sono morto, c'è una "proposta indecente" che volevo fare agli utenti attuali di questo topic: mi sono accorto che di tanto in tanto finisco per andare parzialmente off-topic parlando di fumetto e animazione occidentali o comunque non rigorosamente giapponesi e vi volevo chiedere se secondo voi è più opportuno

1) aprire un topic apposito parallelo a questo;

2) continuare a introdurre queste parentesi come semplici OT annunciandoli di volta in volta (oppure modificare le regole del presente topic su manga, anime e J-drama, ma ovviamente immagino serva l'autorizzazione di un moderatore o di Sariachan).


Personalmente io sarei più propenso alla seconda ipotesi, più che altro perchè di topic appositi sul fumetto occidentale e/o italiano ce n'erano già alcuni ma sono caduti tutti nel giro di pochi giorni. Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensate ed eventualmente se avete anche voi delle proposte.

PS: Per scrivere delle recensioni e della critica degne di questo nome, spero di tornare ad avere del tempo libero la prossima settimana.

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 Messaggio Inviato: dom feb 05, 2012 21:45 
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Ma Mr. vai tranquillo qui. Una volta si usava il topic dei libri per il fumetto occidentale, se non erro, ma ormai siam talmente pochi che non vedo proprio il problema :D


Concludo il Tenchi project. Sempre lo schema sott'occhio:

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Ci sono studi che semplicemente gli OAV li sanno fare. AIC è uno di questi. Punto.
Isekai no Seikishi Monogatari ha un cambio radicale di ambientazione, proponendo una dimensione alternativa futuristica con un'evidente contaminazione fantasy, dove seguiamo le avventure del fratellastro di Tenchi, che si chiama... beh, Kenshi. Ambientato quindici anni dopo gli eventi degli OAV, vede Kenshi sbattuto in questa dimensione parallela dove non tira esattamente un'aria di pace, con un cast totalmente inedito e cammei di vecchie conoscenze ridotti al lumicino. Nonostante ciò, i collegamenti si vedono e Kajishima si è sbizzarrito nel dare vita ad un mondo nuovo e vivido, del quale viene profusamente spiegato nel corso della serie, alternando il tutto ad avvenimenti dal sapore Code Geass, ma appena accennato.
Segue purtroppo il trend della soundtrack poco d'impatto (particolarmente evidente nello scontro finale), ma visivamente è uno spettacolo per gli occhi. Sia perché le CLAMP della situazione è Katsumi Enami (Baccano!), sia perché AIC qui collabora con BeSTACK e insieme a quanto pare ci sanno fare, sia perché le nuove ragazze sono davvero affascinanti. Anche se la formula è un po' diversa rispetto allo standard di Tenchi Muyo!, l'impronta c'è e si vede, con anche un fanservice che segue la strada del precedente spin-off ma più bello da vedere. Essendo la serie più recente del franchise, spero proprio continuino a sfruttare l'ambientazione, con le sue dinamiche e la sua storia, perché merita decisamente. Magari sempre sullo stesso minutaggio, dato che il primo episodio dura una cinquantina di minuti e dal secondo fino alla fine 45 min.


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Seguito diretto della serie manga precedente, The All-New Tenchi Muyo! mantiene la struttura, le basi OAV (cita appena la terza serie nonostante uscisse ad un certo punto in parallelo) e quanto accaduto nella prima serie manga, per continuare la propria direzione personale e introdurre altro cast. La fatica di proporre situazioni stimolanti si fa sentire ma fino all'ultimo regge ancora bene, con una bella saga finale.

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 Messaggio Inviato: mer feb 22, 2012 0:52 
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Blasor ha scritto:
Ma Mr. vai tranquillo qui. Una volta si usava il topic dei libri per il fumetto occidentale, se non erro, ma ormai siam talmente pochi che non vedo proprio il problema :D


Meno male!

A tal proposito inizio con Concrete: Land and Sea di Paul Chadwick. Concrete (traducibile sia come calcestruzzo che come concreto) è un fumetto statunitense iniziato nel 1986 a tema socio-ambientalista: narra le vicende di Ron, segretario di un senatore USA, il quale un giorno ritrova il proprio corpo mutato in un golem di origine aliena. A dispetto di questa premessa fantascientifica, solamente "suggerita" fugacemente in qualche numero per poi essere tralasciata in pieno stile "La Metamorfosi" di Kafka, per il resto Concrete è un fumetto con un'ambientazione reale e dinamiche realistiche: si fa continuamente riferimento sia ai poteri che agli handicap conferiti a Ron, e come questi cambino il suo rapporto con il mondo, la società e la natura. In breve, potremmo definire il tutto come un'applicazione del detto piuttosto abusato "l'importante non è scoprire un nuovo mondo ma guardare questo con occhi nuovi" (non ricordo la versione esatta :P): Ron, detto appunto Concrete, decide di sfruttare la sua nuova condizione per compiere imprese esplorative o missioni di soccorso, contemplando spesso le bellezze del mondo.
Per adesso ho letto solo la prima coppia di storie prodotta dall'autore, per valutare il possibile acquisto di una edizione integrale in lingua originale.
La prima, "A stone among stones" è di taglio parodistico rispetto a qualsivoglia fumetto di supereroi: Concrete viene chiamato per salvare dei minatori intrappolati, ma non tanto per le sue capacità, quanto per il fatto che un suo intervento darebbe risalto all'esposizione mediatica di un governatore. A farla da padrone non è infatti l'azione, quanto le considerazioni personali di Ron sulla natura umana e gli squallidi teatrini fra i politici che lo sfruttano come pedina.
La seconda, "The transatlantic swim" vede invece Concrete alle prese con una traversata oceanica volta alla conquista di un record mondiale assieme ai suoi due assistenti (una dottoressa che monitora le funzioni vitali del "golem" e un segretario tuttofare). Ho trovato questa storia piuttosto debole rispetto alla prima: se lo scopo era infatti l'esaltazione dell'ambiente oceanico e della sua crudeltà, non si può pretendere di mostrare solo qualche scorcio di fondale marino e di superficie per poi riempire tutto il resto con monologhi contemplativi sulla bellezza del cielo stellato nel mare et similia, finendo per di più con una tentata "ciulatina" nel bel mezzo di un naufragio degna di un film d'azione anni '80.
Nonostante mi sembri di capire che l'ispirazione in questo lavoro sia un po' altalenante, continuerò a leggerlo, dato che ha il pregio non indifferente di trattare il tema dell'ecologia e di non scadere nel predicozzo gratuito (caratteristica molto importante).

Katsuhiro Otomo - Sogni di Bambini: trovato un volumetto Serie Oro edito da "La Repubblica" usato, l'ho comprato seduta stante, poichè l'edizione su numeri separati di Comic Art la vedo un'impresa disperata (considerando che molte di tali uscite del suddetto periodico sono "rarità mai andate in commercio", almeno secondo chi mi ha venduto il numero 101 tutt'ora in mio possesso). Sogni di Bambini (in originale, Domu) vede Otomo alle prese con la tematica dei poteri psichici per la prima volta, tematica che poi ritratterà in Fireball e svilupperà nel suo pieno potenziale in Akira: non a caso anche qua gli PSI (o PK, che dir si voglia) sono scatenati dalle menti di bambini, adolescenti o comunque personaggi dal carattere infantile. Qua però l'origine è diversa, con una lettura del contesto attuale più "ordinaria" e "terra-terra" rispetto ad Akira, ovvero quella dell'alienazione sociale e psicologica dovuta alla coesistenza forzata all'interno dei complessi residenziali, nonchè uno spaccato di diverse forme di disagio presenti nella società conemporanea giapponese (e/o globale). La sua costruzione è diversa dalle opere più famose del maestro Otomo, tanto che non credo sia in grado di catturare l'attenzione rispetto a queste ultime (essendo concepito per comunicare in modo diverso messaggi diversi) ma per certi versi ha toccato corde che il film di Akira non aveva sfiorato (senza nulla togliere ad Akira, sia chiaro!). Curiosità: non sapevo che Otomo fosse laureato in Architettura... almeno così fanno capire le note introduttive del volume.

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^ Calcolando la difficoltà nel reperire materiale, pure se hai doppioni direi che l'importante è raccogliere tutti i pezzi, te lo auguro veramente.



Una serie manga e tre animate per oggi.
The!! Beach Stars è il sequel di quella serie sul beach volley di cui avevo parlato tempo addietro. Parte da dove si era conclusa la prima e funge più che altro da complemento, data la brevità. E' principalmente "sport", con parentesi "che esulano" giusto di contorno e mi è dispiaciuto. Quantomeno l'azione è ancora tesa e spettacolare, il finale soddisfacente, ho visto serie di lunghezza affine rovinarsi ben peggio, anzi che The!! Beach Stars regge piuttosto bene, nell'organizzazione dello spazio, nonostante la prima serie rimanga migliore. Purtroppo la carne sul fuoco aggiunta prima in extremis viene gustata solo in parte, si vede che ci si aspettava più spazio di manovra.


Le prossime due serie c'entrano un po' col Tenchi project, pur senza farne propriamente parte.
Dual! Parallel Trouble Adventure. Masaki Kajishima, creatore del franchise Tenchi Muyo!, ha sempre avuto due caratteristiche famose. La prima è quella di aver lavorato in vari altri progetti, la seconda è quella di collegare questi progetti, in un modo o nell'altro, con il suo filone di Tenchi Muyo!. Dual! è stata la prima serie a svelare questo, dando anche una spiegazione di come, secondo Kajishima, avvengano i collegamenti.
Kazuki Yotsuga è un tipico adolescente un po' nerd di una tipica famiglia di tre persone che abita una tipica città. Meno tipico il fatto che abbia continuamente visioni di un mondo parallelo dove grossi robot se le danno di brutto, il tutto magari guardando fuori dalla finestra mentre è nel bel mezzo di una lezione.
La formula "harem" tanto cara all'autore (non sarà il miglior cast visto ma ha il suo perché), ha come sfondo uno show sui robottoni, che riprende vari clichés di altri progetti dello stesso genere. Quindi il "quotidiano" stavolta si alterna con robottoni e mondi paralleli. Proprio questi ultimi sono la spiegazione dei decantati "collegamenti". E' come se un avvenimento qualsiasi, scatenatosi chissà dove e chissà quando, possa provocare un'infinità di mondi paralleli, che a volte possono interferire tra loro. Questo spiegherebbe la vastità del "tenchiverso", ma nel caso specifico la presenza di un certo "idolo" di Tenchi Muyo! GXP o un certo, famoso "potere" del tenchiverso in questa serie, nonché l'assunto secondo il quale ogni persona di un certo mondo può avere un altro sé stesso in un mondo parallelo...

Photon. Kajishima è qui coinvolto, oltre che come autore, anche come chara-design come agli albori di Tenchi. Koji Masunari, il regista, è anche il regista del franchise R.O.D (Read or Die) e ha collaborato in passato per il franchise Tenchi Muyo!.
Photon Earth è uno dei ragazzini più idioti che la storia degli anime ricordi. Per davvero. Però dispone di una potenza sovrumana. Per colpa di promesse ed intrighi vari affronterà un viaggio per vari luoghi del suo pianeta.
Il "pianeta" dove si ambienta Photon rende alla grande l'idea dei mondi paralleli. Visivamente molto curato come da tradizione OAV di AIC, in controtendenza invece la soundtrack, più curata del solito per le produzioni di questo tipo nel tenchiverso. La durata è ben gestita (l'ultimo episodio tra l'altro dura 45 min.), nonostante nell'ultimo episodio succeda veramente di tutto e l'atmosfera si incupisca alquanto, giacché di base è divertente e tende al demenziale. L'"harem" più piccolo che ci sia capitato fin'ora nel Tenchi project, ma permane il perché di fondo.
I maggiori collegamenti di questa serie sono con Isekai no Seikishi Monogatari, che uscirà dieci anni dopo. Condividono nomi propri, il Koro, si dà persino un'origine all'Aho, importante nelle avventure di Kenshi in Isekai no Seikishi Monogatari.


Infine, uscendo in via definitiva dal Tenchi project, Higurashi no Naku Koro ni Kira. Trattasi dell'ultima serie dedicata al franchise di Higurashi di cui avevo già parlato in passato, composto da quattro OAV. Seguendo la scia di Higurashi no Naku Koro ni Rei, ci presenta situazioni prevalentemente spensierate e fanservice, col cast canonico delle serie. Ebbene, se ne dicevano tante contro il Rei, ma al confronto di Kira lo definirei un lavorone. Almeno Rei era divertente e includeva un arco interessante ai fini della storia, mentre i primi due episodi di Kira sono... brutti, senza un perché. Fortunatamente terzo e quarto episodio alzano la media, attestandosi almeno sul livello degli episodio divertenti del Rei. Dovessi consigliarlo, direi di saltare a piè par i primi due episodi, tanto si segue tranquillamente comunque.

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 Oggetto del messaggio: Re: Manga, anime e J-drama - cosa state leggendo/vedendo?
 Messaggio Inviato: lun mag 07, 2012 0:25 
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Corposo aggiornamento per recuperare un po' di tempo perduto. Anime:

Black Rock Shooter. Visto prima l'OAV e poi la nuova serie da soli otto episodi. L'idea, tratta da una canzone famosa per Vocaloid, è quella di due mondi paralleli: il primo è il nostro, il secondo un luogo dove i nostri problemi con le altre persone si, appunto, "personificano" e risolvono le questioni a sonore mazzate. A tenere il tutto nella sfera "controllata", il fatto che vale solo per le ragazze.
Ci sono cose lasciate vagare per l'aere, come si prevedeva, ma generalmente ci siamo. La "trasposizione" dei sentimenti è interessante, la serie è godibile, scenografica, un tripudio di effetti e colori, piuttosto corto quindi neanche troppo impegnativo da seguire. Tutto quello che voleva essere l'OAV ma decisamente meglio, insomma.
Nonostante il contenuto non sia esente da difetti, lo studio Ordet che ha gestito fin'ora il franchise è da tenere senza dubbio d'occhio, coadiuvati da bravi registi/sceneggiatori potrebbero cacciare roba seriamente interessante.


School Days. Recupero portato a termine. Direi che ci troviamo davanti al classico adattamento sommario da visual novel, ancora più sommario considerando che l'origine è un esponente di peso del genere. Quello che davvero spicca è la questione "bad route". Laddove solitamente questi adattamenti si ispirano all'origine o ne seguono la "strada" che porta alla conclusione classica, School Days anime si concentra volutamente sulla strada e le scelte peggiori da intraprendere, forte degli eventi e dei finali che sono il punto di forza del gioco, per sfociare nel finale peggiore possibile e che, decisamente, spiazza lo spettatore.
Tuttavia, oggi come ieri, questa serie non m'ha propriamente convinto. E' un adattamento fin troppo pedissequo della fonte, tanto che non solo i tagli si notano fin troppo, ma la struttura non si spreca neanche a riadattare/stemperare i cliché del genere. Quello che ne risulta è un hentai fino al midollo... solo monco della componente primaria del genere (il sesso esplicito). Ma Makoto, classico protagonista hentai che se ne sbatte (e ne sbatte) a rotta di collo col minimo senso di colpa con memoria a breve termine o scaricandolo sul prossimo; Sekai, che stuzzica come una cretina senza valutare le conseguenze; Kotonoha, principalmente tarda ma pure lei sfora presto nella deficienza più totale... oltre loro persino secondari e capisaldi come Setsuna ci cascheranno con tutte le scarpe, in un tripudio di immaturità e idiozia da far cascare le palle. A proposito di palle, non che una formula del genere non funzioni, in un hentai, anzi... ma in una serie animata notoriamente "ripulita" può risultare ben poco sopportabile.
Insomma, io sul finale ero veramente contento. Perché finalmente ci davamo un taglio, perché è la sequenza più credibile di tutta la serie, ma soprattutto perché quel coglione di Makoto fa la fine che si merita, pure Sekai anche se in misura minore, più che meritarsela se l'è cercata. Per certi versi mi sono piaciuti di più gli OAV spin-off :asd:

Puella Magi Madoka Magica. Cavallo di battaglia di Rai4 la domenica mattina, insieme al prossimo che tratterò. La base è quella della classica serie di "maghette", i cui tratti peculiari e distintivi vengono rivoltati e modificati per raccontare una storia dalle tinte un po' scure, quando non veramente inquietanti, dove persino la mascotte non è quello che sembra.
Diciamo che nell'impeto si sono un po' persi. Alla disperata ricerca di qualcosa che non risultasse troppo scontato, hanno confezionato un finale che, semplicemente, butta al secchio ogni evento/regola passati. Insomma del tutto gratuito.
Detto ciò, non si può negare che sia parecchio scenico, nonché il suo configurarsi, praticamente, come "prequel" concettuale del mondo delle majokko. Tolto il fatto che alla fine della fiera si è detto tutto ma anche niente, il maggior pregio di Puella Magi Madoka Magica è il lavoro che fa sul genere, ma proprio il genere stesso è la sua maggiore limitazione. Abbiamo una Shaft in gran forma, un Gen Urobuchi in pieno sfondamento creativo (fin troppo, aggiungerei), ma oltre il "decostruttivismo" di base, lascia ben poco. Soundtrack con brani davvero potenti.
Il majokko più interessante mai creato, migliore probabilmente di gran parte della roba sul genere che infesta l'ambiente da più di un decennio... poco ma sicuro non un capolavoro come viene definito, in generale una serie piuttosto buona.

AnoHana. Sempre Rai4, il cui vero titolo è una cosa oscenamente lunga tipo Ano Hi Mita Hana no Namae o Bokutachi wa Mada Shiranai. Che si saranno fumati...
Ad ogni modo, undici episodi ricchi di sentimenti, empatia, "dramma" ben costruito e tante citazioni anni '90. Una storia semplice, scorrevole, con uno studio (A-1 Pictures) in stato di grazia e una soundtrack nuovamente pregevole. Consigliato.

Ergo Proxy. Incredibile ma vero, pure questo non ero ancora riuscito a finirlo, di nuovo grazie Rai4 ce l'ho fatta, nonostante il doppiaggio italiano sia essenzialmente un disastro.
Come mi aspettavo gran bella serie, d'atmosfera, che lascia libero sfogo alla speculazione e richiede testa per stargli dietro e apprezzarla, da tenersela cara dato che ormai temo sarà impossibile vedere progetti originali Manglobe nell'immediato, quando non sul lungo periodo data l'antifona. L'unico difetto è anche il marchio di fabbrica dello studio: tra i primi e gli ultimi episodi scorre un conglomerato di filler e semi-tali nei quali lo spettatore finisce inevitabilmente per perdersi un po'. Allo stesso tempo questi episodi sono così ben fatti che lamentarsene riesce difficile. Proprio come Michiko e Hatchin di cui parlai tempo addietro, insomma, anche se in quest'ultimo sono rimasto meno soddisfatto del finale. Consigliato a chi vuole ricordarsi perché Giappone e cyberpunk funzionavano alla grande.

Soredemo Machi wa Mawatteiru. Questa è stata una bella sorpresa. Uno slice of life divertente e con tanto stile, molto fantasioso. La struttura "episodica" rende degli episodi migliori di altri, ma i personaggi sono tutti strepitosi. Lo studio è ancora Shaft (Bakemonogatari, Sayonara Zetsubou Sensei) e si vede, dato che cita e si autocita costantemente. E' affine a Zetsubou Sensei in quanto, di fatto, ogni episodio o parte di esso è l'adattamento di un capitolo a caso del manga, tra i quali credo di aver contato solo un'eccezione (la prima metà dell'8). L'ultimo episodio mi è piaciuto tanto, soprattutto per la parte nell'aldilà che dava la sua interpretazione delle foto spiritate :roll2:.
Consigliatissimo. Cioè, con una opening così...


Paranoia Agent. Sbloccato dal trauma della morte di Satoshi Kon (trauma vero, niente scherzi), sono finalmente riuscito a recuperare l'ultimo tassello della sua storia registica.
Semplicemente una delle produzioni più interessanti e affascinanti dei 2000's. Temevo che la magia non avrebbe funzionato diluita in episodi, invece è un ampliamento di tutta la produzione precedente, nonché canovaccio della successiva, insieme ovviamente alle direzioni del tutto personali. Il cervello viene sbatacchiato qua e là mentre si tirano le fila del mistero e delle storie personali dei personaggi, dovrebbe poi fondare un corso di filler perché di così azzeccati e integrati non credo di ricordarne. Gli episodi 8 e 9 presi singolarmente sono tra i migliori che abbia mai visto in vita mia, delizia anche il guest staff di ognuno.
Insomma, ennesimo centro da non perdere di Kon + Madhouse. Senza tralasciare, ovviamente, sua maestà Susumu Hirasawa alle musiche. Quanto mi mancherà quest'uomo, cazzo. Quanto.

Over Drive. Altro giro, altro sport poco inflazionato: il ciclismo. Mikoto è un liceale apatico e fondamentalmente senza spina dorsale, con una sola grande passione: Yuki. Non si parla di una bicicletta, fortunatamente, ma una ragazza :asd: ma sarà proprio Yuki, in un certo senso, ad introdurlo nel mondo del ciclismo.
Come fu per il beach volley, ne è valsa la pena. Queste serie che non durano eoni stanno facendo bene alla mia rivalutazione del genere. Nella fattispecie è una serie da 26 episodi dello studio Xebec (sussidiario di production I.G), tratta da un manga di 17 volumi. Come al solito copre solo una parte della fonte e nonostante le intenzioni, a vedere la sigla, fossero probabilmente di avere più episodi, la struttura ha permesso un'apertura affatto scontata e una chiusura stranamente "pulita".
Probabile che abbia fatto flop, dato che era una di quelle serie che in Giappone trovavo nei cestoni a poco prezzo insieme a serie ben più vintage e un po' mi dispiace. A parte l'introduzione un po' maldestra di Kurosuke e dinamiche un po' shoujo tra "fighi", c'è un bel bilanciamento tra vita e parte sportiva, fino al punto in cui le due fasi si fondono delineando nel contempo flashbacks utili alla comprensione dei personaggi. A conti fatti scorre bene ed è godibile, ha una bella resa audio/video (prima prova di Yuichi Ouka al chara, diventerà poi conosciuto per To Love-Ru e seguiti), invoglia a leggere anche il manga, che in un'opera "tratta da" è comunque un punto a favore.

Fireball e Fireball Charming. Produzione originale in 3D di Disney Japan, che per quelle rare volte che succede ovviamente se lo tengono stretto. Ad ogni modo ve lo segnalo perché si trova in fansub, è folle, divertente e si sviluppa in due serie con episodi estremamente corti, meno di due minuti l'uno.
Fireball si compone di tredici episodi più uno special. Presenta i personaggi e le dinamiche assolutamente nonsense che creano. Lo special è in puro stile Disney/Pixar e tocca i tre minuti. Fireball Charming ha sempre tredici episodi ed è un prequel. Molto migliorato sotto il profilo audiovisivo, sempre più folle.
Punto forte del progetto sono i dialoghi e la caratterizzazione delle animazioni, ben più degli eventi, che fanno da mero contorno.

The Disappearance of Haruhi Suzumiya. Col film chiudo finalmente il materiale animato disponibile. Non mi aspettavo fosse così lungo. Soffre probabilmente di una intro un po' troppo prolissa, per il resto è comunque all'altezza della serie e ha passaggi molto belli (ho apprezzato soprattutto quello della riapparizione di Ryoko). Da non perdere per i fan di Haruhi.


Per finire, manga:

Moeyo Pen e Hoero Pen. Il secondo conosciuto da noi come Manga Bomber. Verrebbe da dire "Bakuman non s'è inventato nulla", ma non è del tutto giusto accostarli, dato che questa saga riguarda un mangaka già avviato (Moyoru Honoo) e le sue peripezie spesso al limite dell'assurdo, contornato da tutti quegli elementi e difficoltà che compongono la carriera di un vero mangaka!
Molteplici i riferimenti alla realtà (con tanto di repliche di personaggi famosi), nonché satira potentissima di un mondo che è sempre interessante capire come funziona, con struttura vagamente autobiografica. Disegno piuttosto vintage, quello di Shimamoto, che vale sia per Moeyo che è del '90, sia per Manga Bomber che è del 2001!
Moeyo Pen è il volume unico da cui ha inizio il concept, abbiamo il nostro Honoo alle prese con scadenze, redattori e i trucchi più sporchi per tirare avanti la baracca (sua e di chi lo paga). E' un piccolo capolavoro di satira e risate, del quale ogni capitolo è interessante, divertente e assolutamente "esasperato" in ogni direzione. Il capitolo della redattrice ingannatrice e il ciclo per ricavare l'anime da un suo manga (Gainax, ed è stato fatto per davvero!) sono sicuramente i migliori :roll2:
Manga Bomber (Hoero Pen in originale) non è un sequel come si sente dire, ma più una nuova versione del canovaccio. Cambia lo studio, cambiano gli assistenti e gli altri personaggi, qualche cammeo rimane ma l'unica cosa che non cambia è sempre lui, Moyoru Honoo. I confini della versione precedente vengono completamente rotti: da un volume si passa a tredici, l'assurdo sostituisce spesso e volentieri l'esasperato, le citazioni aumentano e i punti di vista variano. E' ancora divertente, ma per forza di cose anche più altalenante della vecchia versione, con capitoli sicuramente migliori di altri. Dispiace il cambio di cast, ma parecchi personaggi riescono a non farlo rimpiangere. Da segnalare la rivalità di Honoo-Shimamoto con Fujitaka-Fujita, laddove quest'ultimo non è altri che il Kazuhiro di Ushio e Tora, Karakuri Circus, Moonlight Act ecc.
Insomma, bisognerebbe sicuramente dare una possibilità al volume unico (si trova in inglese) che merita tantissimo. Se piace, anche recuperare la serie più lunga non è una cattiva idea, la quale si trova in italiano grazie a Star Comics. Purtroppo la saga si comporrebbe di altri due progetti, rispettivamente un sequel (Shin Hoero Pen, 2005) e un prequel (Aoi Honoo, 2008 - in corso) di Manga Bomber. Peccato che in Italia i risultati di quanto licenziato non siano stati proprio incoraggianti e in inglese non è stato tradotto altro a parte il volume unico. Mi piacerebbe leggere quantomeno il sequel :(

Kirara. Sei volumi scritti e disegnati da Toshiki Yui, famoso per commedie romantiche e pornografia :asd: Kirara, donna sicuramente affascinante, muore mentre si reca al suo matrimonio e il suo fantasma, per qualche motivo, resta sulla terra ma catapultato otto anni prima, quando doveva ancora conoscere il suo futuro marito.
L'aspetto è particolare, essendo Yui uno dei primi autori ad usare pesantemente il computer (Mac per la precisione) per realizzare le sue opere. Ne risultato soprattutto sfondi ricchi di "effetti" e tridimensionalità. La serie è molto, molto anni '90, con le sue situazioni divertenti ma anche le sue ingenuità. Vivace, scorrevole, efficace quando vira sul sentimentale e decisamente piccante in svariati frangenti.

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